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    24/09/2017

S'è concluso il Maggio dei monumenti. Ma quando è iniziato?

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La Torre dell'Orologio (foto di Carmine Bellabona)AVELLINO – Sul Maggio dei monumenti ospitiamo un intervento di Riccardo Sica.

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Ormai si sono concluse le celebrazioni del “ Maggio dei nonumenti” che, come sempre,  anche quest’anno qui ad Avellino si  sono protratte – e non si capisce il perché – fino alla fine di giugno. Pur avendo incluso nel programma di tutto, soprattutto quanto con i monumenti non ha nulla da spartire, anche questo “Maggio dei monumenti” è passato quasi inosservato, con scarsa partecipazione del popolo destinatario: e – cosa ancor più grave – senza lasciare traccia dietro di sé. A parte qualche spontanea e generosa offerta da parte dei soliti storici locali, Montefusco e Massaro, protesi a ricordare la storia di Avellino, e a parte qualche solito effimero incontro mondano svoltosi tra musica e spettacolo – che con i monumenti hanno davvero poco a che fare! –in che cos’altro è consistito il “Maggio dei nonumenti” di quest’anno?...

Cliccate su Wikipedia “Maggio dei monumenti”. Apprenderete che il “Maggio dei monumenti” prende l’avvio da una campagna di sensibilizzazione storico-artistica svoltasi in Francia nel 1984, quando il ministro dei Beni culturali Jack Lang emana un decreto per il quale tutti i monumenti di interesse storico-artistico di proprietà privata sarebbero dovuti restare aperti al pubblico in determinati periodi dell'anno. Nel 1992, a Napoli, su iniziativa di Mirella Barracco, presidente della “Fondazione Napoli Novantanove”, nasce la manifestazione Monumenti porte aperte; e nel 1995 l'amministrazione municipale decide di organizzare un evento analogo e di pianificarlo periodicamente.. Da allora a Napoli si organizzano ogni anno a maggio nel centro storico il” Maggio dei monumenti” e “Adotta un monumento” che prevedono anche una serie di eventi tra i quali, ad esempio, visite guidate, concerti, attività teatrali, mostre ed iniziative varie. Questi eventi vengono preparati molto tempo prima (prima di maggio) con iniziative di sensibilizzazione e di approfondimento della conoscenza scientifica dei monumenti da visitare. Solo da qualche anno, quindi con molto ritardo, le stesse iniziative vengono ripetute, copiate, scimmiottate, anche in Irpinia, ad Avellino principalmente.

Sinora si è capito solo che a maggio bisogna aprire le porte delle chiese e dei musei per un po’. Ma non si è compreso che, come già avviene da decenni a Napoli (e non solo a Napoli), occorre organizzare iniziative di preparazione, di conoscenza, di divulgazione e di sensibilizzazione che consentano la partecipazione di massa dei cittadini. I visitatori giungono dinanzi ai monumenti sprovveduti, disorientati. Chi spiega loro le opere, i monumenti?  Il pubblico comprende che ci sono tanti capolavori d’arte in città e nella provincia,  e che essi hanno un valore. Ma quale valore? Quale bellezza? Il popolo vuole sapere. Il pubblico però, pur non sempre conoscendone il significato, né i motivi di bellezza, comprende, per fortuna, constatandolo personalmente, che essi sono trascurati, che c’è tanta incuria ed indifferenza da parte degli amministratori locali.

Di qui la necessità, dunque, prima di dare il via alle visite ai monumenti, di provvedere ad una previa seria programmazione artistico-culturale, di mettere in cantiere un progetto ad hoc, pensato e redatto da persone competenti della materia. Il pubblico vuole (e deve) conoscere, comprendere la bellezza ed il valore delle opere d’arte del territorio di appartenenza per poterle veramente apprezzare, rispettare e tutelare, conservare per il futuro e farle conoscere presso gli altri.

 

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