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    20/11/2017

Dissesto idrogeologico, Tirone: «Prevenzione e piani comunali le priorità»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita9_dissesto.jpgAVELLINO – Organizzato dalla prefettura di Avellino e dalla direzione provinciale del Genio civile di Avellino-Ariano Irpino si è tenuto ieri, presso l'ex carcere borbonico di Avellino, il convegno sul tema  "Dissesto idrogeologico e pianificazione comunale di protezione civile".

Come è noto, il territorio irpino è scenario di più rischi: da quello sismico a quello idrogeologico, aggravati dal rischio antropico e da una difficile attività di prevenzione. Lo scopo del convegno – si legge in comunicato dell’ufficio-stampa della prefettura – è stato appunto quello di sensibilizzare, innanzitutto gli amministratori locali, all'intensificazione e alla riqualificazione dell'attività di prevenzione, alla luce degli strumenti tecnici e tecnologici, nonché alla possibilità di usufruire delle risorse previste per i piani di emergenza comunali, dal Piano operativo complementare della Regione Campania.

I lavori sono stati introdotti dal prefetto di Avellino, Maria Tirone, la quale ha più volte sottolineato come la collaborazione istituzionale tra amministrazioni riesca a risolvere i problemi. Già l'organizzazione del convegno, a poche settimane dall'insediamento del prefetto, è un segnale di quanto la prefettura di Avellino intenda essere ancora più vicina al territorio, accorciando vieppiù i tempi di risposta rispetto alle esigenze segnalate dai territori e dagli amministratori. Rimane ovvio che gli interventi di prevenzione e strutturali necessari seguiranno una scala di priorità. Anche il sistema di allertamento sarà parametrato a seconda della gravità di esposizione al rischio di ciascun territorio.

Il prefetto ha confermato che già all'inizio del prossimo anno si procederà alla pianificazione della prevenzione antincendio, in considerazione della gravità del fenomeno durante l'estate 2017, quando l'Irpinia è stata terrificante scenario di circa mille incendi, con devastazioni boschive pari a duemila ettari, senza contare i circa mille ettari di devastazioni in superfici non boscate. Considerato il valore di mercato di un bosco ceduo – sei/settemila euro ad ettaro – è facile calcolare quanto grave sia anche il danno economico subito dal territorio, oltre al danno ambientale e faunistico.

Come successivamente hanno meglio illustrato i relatori nel prosieguo dei lavori il rischio idrogeologico, che si concretizza in frane ed allagamenti, dipende in massima parte dalla devastazione dell'apparato radicale, ad opera di disboscamenti selvaggi e soprattutto di incendi, aggravato dalla mancanza di sistemazione dei canali di raccolta.

La prevenzione antincendio – ha sottolineato il prefetto – parte indubitabilmente dalla manutenzione del sottobosco e la mancanza di risorse non deve rappresentare un alibi. Ogni iniziativa – dalle sponsorizzazioni al volontariato – dovrebbe essere valutata, come pure rappresenterà un'opportunità cambiare la prospettiva e considerare il sottobosco una risorsa economica su cui investire.

La Regione Campania – al convegno rappresentata dal vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola – attraverso una molteplicità di interventi e sostegni - oltre quelli economici, dai fondi ad hoc al finanziamento dell'aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile - offre ogni supporto per progetti di buone pratiche ed il prefetto ha invitato gli amministratori ad usufruirne.

Molto alta è stata la partecipazione degli amministratori e delle istituzioni, considerata la massima importanza dell'argomento e la preoccupazione in capo agli enti locali sull'incolumità pubblica e la salvaguardia del territorio.

 

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