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    20/04/2018

Emergenza scuole, saranno ospitati in tre istituti gli alunni del Mancini

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Il liceo ManciniAVELLINO – Blitz dei carabinieri del comando provinciale di Avellino che nel tardo pomeriggio di venerdì 3 novembre hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, firmato dal Gip del Tribunale di Avellino, dello storico edificio, in via De Conciliis, che ospita il liceo scientifico «Mancini». Secondo quanto accertato dagli inquirenti, due solai dell’immobile costituirebbero un imminente pericolo di crollo, mentre stando a una perizia disposta dalla Provincia di Avellino, depositata nelle scorse settimane, non ci sarebbero pericoli di crolli.

Il provvedimento arriva nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica, coordinata da Rosario Cantelmo, sulla sicurezza dell'istituto che vede informati di garanzia il presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, il responsabile dell'Edilizia scolastica, Giovanni Micera, il dirigente del settore tecnico della Provincia, Antonio Marro, e la dirigente scolastica, Nicolina Silvana Agnes.

Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe anche un altro edificio, quello che ospita la scuola media «Solimena», in viale Italia a pochi passi proprio dal «Mancini». Sabato scorso, 11 novembre, c'è stato un sopralluogo dei carabinieri del nucleo investigativo affiancati dai tecnici dei vigili del fuoco e della Procura: ora il materiale acquisito, svariati faldoni, è a disposizione dei magistrati di Palazzo De Marsico che dovranno decidere se disporre ulteriori perizie o controlli o emettere qualche provvedimento giudiziario. Dopo il sopralluogo, il sindaco di Avellino, Paolo Foti, è stato raggiunto da un nuovo avviso di garanzia per omissione in atti d'ufficio in riferimento alla sicurezza nelle scuole.

Tornando al «Mancini», dal lunedì successivo al sequestro, 6 novembre, 1219 studenti sono senza aule. La responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, Rosa Grano, si è immediatamente attivata con il presidente Gambacorta e i diversi dirigenti scolastici del capoluogo per trovare soluzioni alternative che, considerato l’alto numero di da trasferire, sono abbastanza difficoltose.

Dopo una manifestazione molto partecipata - 2mila500 persone secondo la questura, 4mila per gli organizzatori - durante la quale studenti e docenti sono giunti in corteo in Piazza Libertà inscenando un sit-in di protesta davanti Palazzo Caracciolo, lunedì prossimo 20 novembre le lezioni dovrebbero riprendere. Decisivo il vertice di martedì scorso in Provincia con i rappresentanti dei tre istituti individuati quali idonei per poter ospitare gli studenti del liceo scientifico, Maria Teresa Cipriano preside del «Manlio Rossi Doria», Paola Santulli del «Virgilio Marone» e Carmine Iannaccone del «Guido Dorso», alla presenza del consigliere delegato all'Edilizia scolastica, Girolamo Giaquinto, del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese, di Rosa Grano, e dei dirigenti provinciali Antonio Marro e Antonio Fraire.

«I dirigenti scolastici devono convocare i rispettivi consigli di istituto e verificare la possibilità di poter ospitare questi studenti. Questo è il primo passaggio – spiega Gambacorta – in una logica di solidarietà che è stata condivisa da tutti i dirigenti. L'attenzione – prosegue il presidente della Provincia – deve riguardare tutti i ragazzi e ragazze coinvolti in questa vicenda, contiamo di chiudere tutto al più presto. Sono convinto – conclude – che i consigli di istituto delibereranno all'unanimità, come si conviene in casi di emergenza come questo».

Esclusa, quindi, l'ipotesi di far ricorso a un immobile privato, si attende la decisione del Tribunale del Riesame che discuterà il ricorso presentato dalla Provincia contro il provvedimento del Gip. La dirigente del «Mancini», Silvana Nicolina Agnes, afferma: «Le proposte saranno definite in prefettura. Si è avviato un percorso di risoluzione del problema e sono state vagliate tutte le possibili alternative, ma la strada da seguire non è ancora stata scelta. È probabile che ci sarà anche qualche altra disponibilità oltre quella delle tre scuole individuate, ma chiaramente vanno messe su carta. Notizie certe al momento non ce ne sono, ma queste riunioni testimoniano che c'è tanto lavoro da fare perché la soluzione non è semplice. Dal canto nostro, stiamo continuando a lavorare con diciotto classi che stanno facendo lezione a rotazione nelle aule della «Solimena» finché saranno disponibili».

 

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