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    21/07/2018

Nessun uomo è illegale, lungo il Corso la marcia per l’accoglienza e la solidarietà

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b_300_220_15593462_0___images_stories_accoglienza.jpgAVELLINO – La rete antifascista, i cittadini, le associazioni e i centri d’accoglienza della provincia avellinese tornano in strada per una nuova marcia dal titolo “Nessun uomo è illegale” che partirà sabato 3 febbraio, alle ore 11:00, dalla villa comunale e raggiungerà la prefettura di Avellino. Il motivo della marcia – si legge in un comunicato – è riaffermare la dignità dei migranti, partendo dalla critica all’accordo che il ministro Minniti, per conto del governo italiano, ha firmato con lo Stato libico al fine di contenere il numero di partenze, e conseguentemente il numero di sbarchi sulle nostre coste. Difatti, se è vero che il numero di sbarchi è diminuito, è altresì aumentato il numero di denunce che segnalano la presenza di campi di detenzione forzata sulle coste libiche, in cui i migranti sono privati della maggior parte dei propri diritti subendo dei veri e propri abusi e molto spesso perdendo la vita. A questo si aggiunge l’invio di un contingente militare in Niger e in Libia, a Camere sciolte e in spregio della Costituzione italiana che “ripudia la guerra”, formalmente per addestrare le forze militari locali ma in realtà per respingere i migranti sulle rotte migratorie interne.
“Nessun uomo è illegale” vuol dire accogliere e non respingere le persone, costruire solidarietà e non odio, vuol dire marciare contro la stigmatizzazione degli ultimi e la retorica del degrado.  Vuol dire riconoscersi nel diverso,  percepire l’umanità come differenza e ricchezza , vedere nel migrante che arriva una possibilità di rinascita anche per la nostra terra ormai desertificata e abbandonata.

Manifesteremo per chiedere a gran voce l’istituzione nella città di Avellino, e in tutti i Comuni della provincia, di un sistema di accoglienza diffusa Sprar e il potenziamento dei servizi di accoglienza e di welfare cittadino contro chi - imprese, cooperative e apparati clientelari - fa dell'immigrazione un business privato alimentando incomprensioni, rancori e paure nella popolazione avellinese. Richiediamo che le politiche dell’accoglienza vengano ripensate, potenziando gli influssi benefici sulla popolazione, attivando laboratori di accoglienza e condivisione, processi virtuosi di conoscenza e cooperazione reciproca.

L’evento promosso dalla rete s’inserisce nel panorama di iniziative portate avanti da associazioni e cittadini in risposta agli episodi razziali di dicembre, in cui le organizzazioni neo-naziste irpine avevano nuovamente sfregiato la città con scritte contro l’accoglienza. Crediamo infatti che la paura infusa e fomentata da gruppi di estrema destra nella nostra città, cosi come su tutto il territorio nazionale, sia frutto di una scorretta e incompleta informazione che alimenta un’inutile guerra tra poveri focalizzando l’odio sulle conseguenze apparenti  e non sulle cause di un sistema economico ingiusto e diseguale che ci colpisce tutti allo stesso modo. Per aderire all'evento scrivi a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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