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    21/07/2018

L’affaire Isochimica/Abusi e diritti violati nella fabbrica dei veleni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita9_bor_ferr_isoch.jpgAVELLINO – «L’affaire Isochimica» è il titolo del libro di Aldo D’Andrea al centro dell’incontro svoltosi questa sera presso l’oratorio Santa Chiara di Borgo Ferrovia per un confronto aperto sulle problematiche legate a quella che ormai è passata tristemente agli onori della cronaca come la fabbrica dei veleni.

Il parroco don Luigi Di Blasi, nel suo breve intervento di saluti, ha sottolineato come, a fronte della dolorosa ferita inferta dalla fabbrica Isochimica a persone e all’ambiente del Borgo, sia subentrata in quelle stesse genti una sorta di rassegnato distacco dovuta all’incuria percepita. Non domo, ha, altresì spronato a non arrendersi nelle more di vedere finalmente soddisfatte le giuste attese della bonifica dei siti. La presidente della associazione “Lotta per la vita” Anna Candelmo e Gerardina Limone in rappresentanza della associazione “L’Abbraccio”, promotrici dell’evento, hanno sottolineato nei loro interventi la necessità di tenere alta la vigilanza sull’Isochimica e di non arrendersi nella volontà di riportare il processo ad Avellino.

Al convegno, moderato dal giornalista Albino Albano, ha preso parte Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Avellino, che, mostrandosi sensibile alla questione delle patologie causate da contaminazioni chimiche ambientali, ha annunciato di aver costituito, all’interno all’Ordine, una commissione ad hoc della quale fanno parte Aldo D’Andrea e Franco Mazza.

A dare vita al dibattito sono stati, dopo un introduzione di Valentina Musto, legale rappresentante dell’associazione “Lotta per la vita” nell’ambito del processo Isochimica in corso, Angela Moretti, Carlo Sessa, ex operaio Isochimica, Raffaele Lieto della Cgil, Rossano Festa, già direttore dell’Ispettorato del lavoro di Avellino, Filomeno Caruso, e Aldo D’Andrea, autore del libro che, lo ricordiamo, lo scorso 25 gennaio è stato presentato a Napoli nella prestigiosa sede dell’Istituto italiano per gli studi filosofici. Particolarmente toccante è stato l’intervento della Moretti che, per il suo papà colpito direttamente da una grave patologia polmonare, ha reso tangibile tipo e gravità dei danni procurati dall’amianto. La tenacia, poi, dell’avvocato Musto nel perseguire l’obiettivo del trasferimento del processo Isochimica nella sua sede naturale, che è la città di Avellino, con le denunce di Carlo Sessa riguardanti sia l’indifferenza generale dell’epoca, di fronte a quel pericolo fin da allora avvertito, che le tonnellate di sversamenti illegali nel fiume Fenestrelle, hanno tenuto alta l’attenzione e elevato lo stupore. Già, perché degli sversamenti illeciti nel Fenestrelle, di cui si è sempre saputo poco, ne ha pure raccontato e approfondito Raffaele Lieto rendendone diretta testimonianza e stigmatizzandone la gravità dell’accaduto; gravità dovuta alla dispersione del minerale dal Fenestrelle al fiume Sabato, con contaminazione, quindi, di vaste zone, di più distretti territoriali campani.

Lieto ha definito l’affaire Isochimica “un crimine di Stato”! Ad ascoltare poi l’ingegnere Festa sulle denunce prodotte da lui stesso agli enti istituzionali, procura della Repubblica compresa, fin dalla metà degli anni ’80, oltre ad altre azioni di cui fu protagonista nella veste di ufficiale di polizia giudiziaria, appare fatto evidente che vi fu volontà generale nel mantenere ben impolverati gli abusi e i guasti procurati da quella fabbrica, purtroppo falsamente benvenuta nelle attese di quei tanti giovani bisognosi di lavoro. “Fin dai tempi di Plinio il Vecchio”, cioè fin dal II secolo dopo Cristo, ha ricordato infatti Caruso, era nota la pericolosità dell’amianto, tanto che già allora a operai delle miniere estrattive lo stesso Plinio consigliava l’uso di mascherine a protezione della respirazione”.

All’interno della fabbrica Isochimica - come richiamato dagli stessi Caruso e da Festa e come è anche riportato nel libro di D’Andrea - una perizia della Università Cattolica di Roma accertò che le misure di profilassi delle possibili patologie per gli operai erano scarsissime e non conformi alle legislazioni vigenti dell’epoca: da qui i danni che oggi si registrano e che sono materia di valutazione all’interno del processo Isochimica. Di più. Caruso, al di là della materia del convegno e della tossicità dell’amianto, ha reso noto uno studio dell’Istituto oncologico “Pascale” di Napoli, condotto da Antonio Marfella, in cui risulta che in provincia di Avellino è registrata una incidenza superiore di alcune neoplasie cerebrali nei bambini;  questo studio fu divulgato in un convegno tenutosi a Mugnano direttamente dallo stesso Marfella.

Infine, l’autore del libro, D’Andrea, nel concludere brevemente, ha sottolineato che la contaminazione ambientale di amianto, con danni alle persone, non sia guasto esclusivo riguardante Borgo Ferrovia perché investito di problematiche simili in altre città con siti altrettanto contaminati quali Bagnoli, ex Italsider, Capua e Battipaglia.

 

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