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    24/09/2018

Emergenza idrica, è rivolta contro Comune e Acs. Chieste le dimissioni di De Stefano

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La sede dell'Alto CaloreAVELLINO –  Monta la protesta di cittadini, associazioni e partiti politici in merito alla gestione della crisi idrica che ha interessato da ieri alcune zone della città di Avellino, in particolare quelle del centro storico. Qui di seguito i comunicati di Liberi e Uguali, Cittadini in movimento e sezione Gramsci del Pci Avellino.

A seguito di numerose segnalazioni provenienti da cittadini residenti in diverse zone della città di Avellino che chiedono notizie aggiornate circa l’ordinanza sindacale di ieri con la quale è stato disposto a tutela della salute pubblica  il divieto di utilizzo idrico  per uso potabile  e alimentare,  si sollecitano il Comune di Avellino e il Consorzio Alto Calore Servizi SpA – dichiara in una nota Giancarlo Giordano, LeU – a informare in modo più idoneo e preciso le famiglie delle aree interessate dal provvedimento rispetto ai tempi di erogazione e la idoneità dell’utilizzo dell’acqua pubblica.

Aggiornamento del 10 febbraio 2018, ore 12.54Il comunicato di Cittadini in movimento - L’ordinanza comunale n°49 emanata in data 9 febbraio 2018 a seguito di una serie di controlli di routine da parte degli enti preposti sulla salubrità dell’acqua pubblica sanitaria, nella quale risultavano esservi parametri microbiologici e valori al di sopra della norma, faceva risultare la stessa, non più idonea al consumo umano; il Comune di Avellino, nella persona del sindaco p.t., emanava la suddetta ordinanza  invitando parte della popolazione interessata al divieto assoluto di utilizzo dell’acqua dell’acquedotto sia per il consumo umano sia per usi alimentari e potabili; parte della cittadinanza, investita dall’ordinanza, con estrema difficoltà apprendeva la notizia sulla non potabilità dell’acqua, a causa della inadeguatezza degli enti preposti nell’informare celermente la popolazione.

Alla luce di quanto su esposto, dopo le incessanti richieste da parte di tanti cittadini i quali chiedono, a tutt’oggi, insistentemente, se l’allarme sia rientrato e se si siano ripristinati i normali parametri per l’utilizzo dell’acqua, il gruppo de “I Cittadini in movimento”                                                                chiede

alle autorità competenti e al sindaco di informare la cittadinanza sull’eventuale rientrato allarme e verificare, se vi siano eventuali responsabilità degli organi preposti al controllo e alla gestione delle acque pubbliche investendo la magistratura.

Aggiornamento del 10 febbraio 2018, ore 13.11 - Emergenza idrica in città: il Pci chiede le dimissioni di De Stefano ed una adeguata gestione del problema - La sezione di Avellino del Partito comunista italiano chiede le immediate dimissioni del presidente ed amministratore delegato dell’Alto Calore, Raffaello De Stefano, e dei componenti il consiglio di amministrazione dell’ente, Maria Lucia Chiavelli e Gabriella del Paradiso, per manifesta incapacità dimostrata nella gestione di un servizio pubblico essenziale. Il disastro determinato è sotto gli occhi di tutti. I cittadini utenti di Avellino e dell’intera provincia in questi mesi ed anni hanno dovuto subire una serie incredibile di disservizi, alcuni dei quali anche gravi, come la sospensione dell’erogazione idrica reiterata e continuata, non solo nei mesi estivi, ma anche in quelli invernali. Nella pur accidentata storia dell’Alto Calore non era mai stato raggiunto un simile livello di inefficienza. Ma sembra proprio che non vi sia limite al peggio.  Nella città capoluogo infatti viene persino erogata acqua non potabile, esponendo gli abitanti delle zone coinvolte a disagi e rischi.

Non possiamo, inoltre, non sottolineare che questa emergenza è stata gestita male sia dall’Alto Calore che dal Comune di Avellino la cui amministrazione conferma di non essere in grado di andare oltre un approccio burocratico ai problemi. Il Comune avrebbe dovuto fornire ai cittadini notizie più precise e chiare, con l’indicazione dei comportamenti da tenere per la salvaguardia della loro salute e del loro benessere. Le modalità superficiali con le quali invece è stata affrontata la vicenda sta creando soltanto confusione ed ingenerando comprensibile preoccupazione tra i residenti nelle zone coinvolte. Chiediamo pertanto che si ponga rimedio a questa situazione con interventi adeguati, giungendo più rapidamente possibile alla risoluzione del problema.

I disservizi e le incapacità amministrative che sempre più spesso emergono nelle istituzioni pubbliche irpine sono il frutto avvelenato di una concezione della politica che non mette al centro il cittadino e la comunità, ma soltanto gli interessi di bottega, per la sopravvivenza di un ceto politico autoreferenziale e parassitario, che impedisce al nostro territorio di crescere e addirittura lo sta condannando ad uno spaventoso arretramento.

 

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