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    24/09/2018

Ossigeno: «Fermare la strage di alberi secolari ad Avellino»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita9_alberi_ossig.jpgAVELLINO – Una vera e propria strage di alberi secolari ad Avellino. Un piano di abbattimenti che, senza sosta, sta interessando – si legge in una nota di Ossigeno – arbusti decennali di alto fusto dislocati in diversi quartieri della città. Non solo in viale Italia, con decine di platani abbattuti negli ultimi mesi, ma anche Piazza Libertà, la villa comunale, via Verdi, via Capozzi e, in ultimo ieri, l’area dei Cappuccini, in prossimità della Bonatti, dove si stanno tagliando alcuni pini di alto fusto, molto amati dalla comunità locale.

Decine di alberi secolari, per lo più platani e pini, abbattuti senza pietà, per un’azione di disboscamento che sta privando la città di importanti elementi naturalistici ma anche di vere e proprie testimonianze della storia locale, quasi dei “monumenti” se consideriamo l’età e il valore simbolico che alberi secolari rivestono per la cittadinanza. Una cementificazione selvaggia che sta privando Avellino della quasi totalità del suo patrimonio verde, specialmente di quelle piante ad alto fusto che necessitano di decenni per crescere, divenendo parte integrante e sostanziale del paesaggio urbano. E che rappresentano, in ogni caso, un valido presidio contro l’inquinamento ambientale. Insomma, una Avellino senza più alberi secolari sembra essere il disegno scellerato di qualcuno, per motivazioni oscure se non collegate all’incuria, alla mancanza di ogni piano di manutenzione, di periodiche potature e verifiche dello stato di salute delle piante, di un progetto vero e autorevole di tutela e valorizzazione del verde.

“Troppi gli annunci, troppe le chiacchiere mentre si demolisce giorno dopo giorno il patrimonio verde della città. Non è possibile – spiega Luca Cipriano, presidente dell’Associazione Ossigeno – accettare passivamente questa scellerata azione di demolizione della storia ad Avellino. Prima i platani di viale Italia, poi alberi secolari in Piazza Libertà, in villa e in altre zone della città, gli abbattimenti in via Verdi e adesso nella zona dei Cappuccini. Per non parlare di tutte le aree verdi disboscate e trasformate in aree edificabili, terreni dove al posto di piante di piccolo e medio fusto stanno per sorgere palazzine ed immobili su iniziativa privata. Insomma, una città cementificata e senza storia che non rispetta alberi antichi, il più delle volte secolari, piante che andavano curate invece che demolite”.

Chiediamo di conoscere l’iter che ha portato a questa decisione, quali sono le analisi e le certificazioni ottenute dagli enti provinciali e regionali preposti al controllo, quali sono le cause e le motivazioni addotte per arrivare agli abbattimenti, che ruolo hanno svolto le commissioni consiliari e gli uffici di Palazzo di Città. È  vero che per alcuni di questi alberi (in particolare per i pini dei Cappuccini vicini alla Bonatti) esiste un vincolo paesaggistico rilasciato dalla Sovrintendenza? Se è attivo il settore Verde pubblico del Comune di Avellino perché non batte un colpo?

E soprattutto qual è il piano del verde ad Avellino?  Quali e quanti nuovi alberi verranno piantati e con quale progetto di costante e seria manutenzione per evitare, tra qualche anno, di essere punto e accapo? Demolire è troppo facile. Chi amministra avrebbe il dovere di tutelare, valorizzare e manutenere il patrimonio verde della città. Fermare la strage degli alberi secolari diventa, a questo punto, una priorità se Avellino non deve trasformarsi ancora più velocemente in una città invivibile e cementificata.

 

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