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    18/07/2018

Moscati, chiesto il ricalcolo dei debiti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_citt_ospedaliera_ingresso.jpgAVELLINO – Oltre 2 milioni di debiti con l’erario: l’Azienda ospedaliera «Moscati» di Avellino si oppone alla richiesta di Assoservizi, la società che gestisce il recupero crediti per conto del Comune che ha notificato, il mese scorso, a Contrada Amoretta una richiesta di pagamento per imposte Ici e Imu arretrate relative ai plessi di via Pennini (ex «Maffucci) e viale Italia (ex «Moscati»), entrambi dismessi, dopo il trasferimento tra il 2008 e il 2010 dei reparti nella nuova Città ospedaliera, ma ancora nella disponibilità e di proprietà dell’Azienda.

Il direttore generale, Angelo Percopo, sentito il parere dell’ufficio Affari legali, ha confermato l’incarico all’avvocato Claudio Preziosi per opporsi all’appello proposto da Assoservizi al fine di ottenere l’annullamento della sentenza della commissione tributaria provinciale. «Si tratta di un atto dovuto - dice Percopo - in quanto sosteniamo la possibilità di ricalcolare l’importo dovuto e non escludiamo quella di non dover versare nulla». Nell’atto di precetto, la società di riscossione rileva 4 accertamenti, elencati nella cartella esattoriale (2 per l’Ici e 2 per l’Imu) per complessivi 2 milioni 469mila 725,36 euro. Le cartelle esattoriali sono diventate definitivamente esigibili a fine ottobre 2015 a causa della mancata impugnazione da parte del debitore.

Il direttore amministrativo del «Moscati», Antonio Pastore, sta seguendo in prima persona la vicenda. Spiega: «Stiamo tentando in ogni modo di evitare il contenzioso, per questo abbiamo chiesto un incontro all’amministrazione comunale per risolvere bonariamente la controversia. In ogni caso l’opposizione muove dalla convinzione che quantomeno il ricalcolo sia dovuto. Inoltre – precisa il direttore amministrativo – questa condizione debitoria è stata ereditata dalla precedente gestione, dunque è necessario fare tutti gli approfondimenti».

In primo grado, la commissione tributaria aveva avallato la richiesta del «Moscati» confermando quindi l’eventualità di ridefinire la somma da versare nelle casse dello Stato: decisione rispetto alla quale Assoservizi ha immediatamente replicato in appello. «Riteniamo – puntualizza ancora Pastore – che l’importo non sia dovuto per intero. Probabilmente s’è verificato un incidente di notifica che, però, non è imputabile a noi. La commissione tributaria – conferma Pastore – si è espressa a nostro favore, ma Assoservizi ha ritenuto di reiterare l’ingiunzione di pagamento senza considerare la nostra posizione. Di qui, la nostra opposizione».

Nella peggiore delle ipotesi, ovvero quella di dover saldare circa 2 milioni e mezzo di euro, l’Azienda è pronta a chiedere una rateizzazione per far fronte all’ingente esborso. «Troveremo certamente il modo di onorare il debito - assicura Percopo - chiedendo un dilazione in più rate per non gravare eccessivamente sulle casse». Infine, il manager rassicura l’utenza: «Non c’è alcun rischio per le prestazioni sanitarie: non potrà esserci nessun effetto sui servizi che quotidianamente offriamo alla nostra numerosa utenza».

 

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