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    19/06/2018

Sanità 1/Dall’Airtum sì al registro dei tumori

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Maria MorganteAVELLINO – L’Irpinia ha il suo registro dei tumori: dopo 4 anni di attesa e di lungo ed estenuante lavoro, arriva il via libera della commissione dell’Associazione italiana registro tumori (Airtum), la quale a seguito di una valutazione del lavoro svolto dall’Asl di Avellino, ha concesso l’accreditamento per il registro provinciale.

L’atto è stato ufficializzato in occasione di un convegno nazionale tenutosi a Venezia dall’11 al 13 aprile scorsi, mentre i dati irpini saranno presentati dall’Azienda di via degli Imbimbo durante una manifestazione pubblica che sarà presto organizzata. «Siamo molto soddisfatti di questo risultato», dice il direttore generale dell’Asl, Maria Morgante. «Il registro - sottolinea la manager - è un punto di partenza per una programmazione sanitaria sempre più efficace e rispondente ai bisogni del cittadino. Questo strumento sarà il riferimento principale per fornire un quadro reale dello stato di salute della popolazione e individuare quali siano le criticità sulle quali intervenire», conclude Morgante, che ha anche individuato la referente pro tempore del procedimento (in attesa della nomina del responsabile) nella direttrice del servizio di prevenzione ed epidemiologia, Maria Antonietta Ferrara.

Col registro si potrà, finalmente, monitorare l’andamento della patologia oncologica sul territorio attraverso la raccolta, la codifica, l’elaborazione e l’analisi di tutte le informazioni relative ai casi di tumore che sono diagnosticati alle persone residenti nella nostra provincia. Sono due gli elementi che ne contraddistinguono l’attività: la continuità temporale della rilevazione e il riferimento all’intera popolazione residente nell’area monitorata. Queste caratteristiche consentono di avere una sintesi plastica, dinamica e di insieme, del problema sia in termini di riscontri della malattia sia di interventi messi in atto per contrastarla. Inoltre, saranno archiviati e resi disponibili anche gli esiti che l’intero sistema curativo riesce a produrre.

L’Airtum da giugno dell’anno scorso ha iniziato ad elaborare i primi dati raccolti in Irpinia. L’obiettivo era di renderli disponibile entro fine 2017, come fu auspicato anche dal governatore Vincenzo De Luca durante una conferenza sul tema svoltasi a Napoli. Tuttavia, ci sono voluti ulteriori 4 mesi. L’iter era iniziato nel novembre 2013, quando Palazzo Santa Lucia, dopo aver istituito con una propria legge il registro regionale, stanziò 212mila euro a favore della Asl di Avellino per consentirle di avviare le attività di rilevazione nei 118 Comuni della provincia. Successivamente l’Azienda sanitaria, ad aprile del 2014, individuò il personale interno addetto al Registro irpino, sostanzialmente compreso nel servizio epidemiologia e prevenzione. Poi, nella cosiddetta fase di consolidamento, i primi problemi relativi non tanto alla raccolta dei dati ma alla loro elaborazione statistica. Quindi, proprio come soluzione, la convenzione con l’Airtum (costata 36mila euro) per avere a disposizione un esperto codificatore e un team informatico.

Una «svolta epocale» secondo Cesare Gridelli, direttore del reparto di oncologia medica dell’Azienda ospedaliera «Moscati» di Avellino e uno dei massimi esperti mondiali in materia. «Uno strumento indispensabile», l’ha invece definito Franco Mazza, presidente provinciale dell’Associazione medici per l’ambiente nonché animatore del comitato civico «Salviamo la Valle del Sabato», una delle zone con più alte percentuali di malattie mortali in Campania.

 

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