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    14/11/2018

Verità e giustizia, da Libera un documentario su Pasquale Campanello

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita10_campanello_doc.jpgAVELLINO – Ripartire dalle storie delle vittime innocenti della mafie è un passaggio necessario nel percorso di fondazione delle comunità sulla giustizia. Molte storie, ad oggi, non hanno ancora ricevuto verità da parte dello Stato e questa è una ferita che ci riguarda tutti in quanto membri di una collettività.

Quella di Pasquale Campanello, sovraintendente capo al carcere di Poggioreale, è tra queste. Da quell’8 febbraio del ’93 ad oggi – si legge in una nota di Libera Avellino – la verità sulla sua storia fatica ancora ad emergere, nonostante sia stata collocata nel contesto più ampio e drammatico della Trattativa. Erano gli anni di prima sperimentazione del carcere duro e in tanti, nell’ambiente malavitoso, ne chiedevano l’abolizione. La vicenda di Pasquale narra, invece, di un uomo retto e fedele servitore dello Stato che non si è piegato a scomode richieste e che, senza indugio alcuno, ha applicato la legge.

La storia di Pasquale ha cominciato ad essere patrimonio di tutti, da quando, nel 2005, ha incontrato la voce di Libera. Da allora è stata portata nelle scuole, nelle piazze, nei palazzi istituzionali, perché non la si dimenticasse. E nel corso degli anni è diventata qualcosa di più, motivo di impegno quotidiano. A partire da un presidio che Libera, ad Atripalda, ha voluto dedicargli, all’intitolazione della strada avellinese, a quella della casa circondariale di Ariano Irpino fino, lo scorso 17 maggio, al conferimento della medaglia d’oro al valore da parte del ministero degli Interni.

Il riconoscimento di questa storia, come patrimonio di tutti, è stato il volano per un ulteriore passo. “Un giorno come tanti” è un’idea, quella di realizzare, attraverso il contributo di tutti, un documentario sulla storia di Pasquale Campanello. È la tappa finale di un lungo percorso che deve farci ripartire dai territori, dalle comunità, da chi ogni giorno si impegna. È il bisogno di rifondare le nostre comunità su verità e giustizia. La prima tappa di questo percorso è venerdì 6 luglio, ore 20.00, una cena di raccolta fondi organizzata grazie alla collaborazione della Trattoria Martella. Nessuno si senta escluso, ognuno può prenotare il proprio posto e contribuire alla realizzazione di questo progetto.

 

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