AVELLINO – “Quando parliamo di insediamenti mafiosi, parliamo innanzi tutto delle ambizioni mafiose nel bloccare i loro confini, il loro campo di interesse, il loro campo di investimenti. Nella soglia di impunità non c’è più una periferia, c’è una frontiera nella quale si è chiamati tutti a fare la propria parte”.
Così Claudio Fava, vicepresidente della commissione nazionale antimafia, che, accompagnato dal segretario provinciale di Sel Raffaele Aurisicchio e dal parlamentare Giancarlo Giordano, ha fatto tappa nel Vallo di Lauro dove ha espresso solidarietà al consigliere comunale di Lauro Giacomo Corbisiero, vittima recentemente di intimidazioni e minacce, ha poi visitato a Quindici la villa “115Passi” confiscata al clan Graziano, infine ad Avellino ha prima incontrato il prefetto Sessa per fare il punto sulla lotta alla criminalità, poi ha preso parte ad una conferenza stampa presso il centro sociale Samantha Della Porta.
“Per noi è importante aver registrato – ha sottolineato – un alto livello di consapevolezza e di attenzione da parte del prefetto e delle forze dell’ordine particolarmente impegnati nell’opera di controllo dei beni confiscati. Ma è chiaro che non bisogna fermarsi. Bisogna che le istituzioni siano vigili ed unite nel combattere le mafie. In questo momento loro stanno alla finestra: vediamo che cosa sono capaci di fare, vediamo se davvero sanno trasformare l’affermazione della legalità, la confisca di un bene ai mafiosi in una occasione di ricchezza sociale. Stiamo a vedere se davvero la lotta alle mafie è conveniente per questo Paese: questo è la domanda che sta al centro della discussione in questa fase e naturalmente a questa domanda noi dobbiamo dare una risposta positiva ma non per convinzione ma come dire per realizzazione di cose concrete. Ci si libera se ciò che ci riprendiamo dalle mafie diventa una ragione di ricchezza per tutti”.
Nel corso dell’incontro presso il centro sociale, cui ha preso parte anche il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto, il discorso ha fatto inevitabilmente riferimento alla vicenda politica campana: “Credo che una Regione come questa – ha detto Fava – abbia bisogno di un governo che sia insediato legittimamente nelle sue funzioni, ogni istante. Questo perché non è una Regione in cui si può creare un vuoto di potere. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, il Pd scopre adesso che De Luca non era candidabile dopo averlo candidato, è stata una conclusione di irresponsabilità. C’è il rischio di dare spazio a chi sta aspettando per infiltrarsi nel tessuto economico della Campania”.
Arturo Scotto: “Ci troviamo di fronte ad una situazione che dire kafkiana è poco. Purtroppo era già scritto, lo avevamo detto in solitudine in campagna elettorale, magari pagando anche un prezzo per la verità che avevamo pronunciato. De Luca non può governare la Campania e anche se dovesse vincere il ricorso che oggi ha annunciato porterà questa Regione in un calvario di carte bollate, di sentenze della magistratura, di ricorsi e controricorsi che segneranno la vita della legislatura. Poi c’è il rischio molte forte che nelle prossime settimane vedremo un Consiglio regionale che funzionerà a singhiozzo. Qual è lo sbocco naturale in una situazione di stallo? È ridare la parola al popolo”.
