NAPOLI – “Io considero il controllo di legalità nel nostro Paese un bene per le persone oneste. Considero il controllo di legalità una funzione essenziale in un Paese democratico, e quindi il controllo di legalità delle persone perbene è un vantaggio, non è un fastidio. Quindi, io sostengo pienamente l’azione della magistratura, invito la magistratura ad andare avanti, con estremo rigore, possibilmente in tempi rapidi, perché, lo ripeto, le persone perbene sono interessate a che si accendano i riflettori su tutte le vicende della vita pubblica”.
Inizia così il governatore della Campania Vincenzo De Luca la conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Santa Lucia per spiegare la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sulla presunta trattativa per la sentenza che ha congelato la sua sospensione dalla Regione in base alla legge Severino. Insieme a De Luca sotto inchiesta sono finiti altre sei persone tra cui il suo capo staff Nello Mastursi, dimessosi dall’incarico due giorni fa, la giudice relatrice della sentenza in questione, Anna Scognamiglio, con il marito Guglielmo Manna, manager ospedaliero.
Le accuse ipotizzate dagli inquirenti sono quelle di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Indagato anche l’ex presidente del Consiglio comunale di Avellino, Giuseppe Vetrano, candidato alle ultime elezioni regionali nella lista Campania Libera che, secondo l’accusa, avrebbe fatto da tramite tra Mastursi e Manna.
Rivolta al ruolo degli organi d’informazione la prima parte dell’intervento di De Luca: “Viviamo in un momento nel quale i cittadini italiani hanno il diritto di sentirsi rappresentati da persone perbene. Ovviamente quello che in Italia è andato crescendo sono gli effetti collaterali che riguardano tutto quello che poi fa seguito ad un’iniziativa giudiziaria, e cioè l’ormai consolidata abitudine al massacro mediatico delle persone e delle istituzioni. Questo sta diventando un segno di barbarie nel nostro Paese e di oltraggio permanente allo Stato di diritto ed alla Costituzione italiana. Ma questo è un altro discorso”.
“Io ritrovo la mia funzione benefica e sociale, socialmente apprezzabile anche in questo: devo dire la verità che c’è qualche organo di stampa che con le pagine colorate come Topolino dovrebbe chiudere. Ma questo è un grande tema che dovrà riguardare il rapporto tra il diritto della persona, sistema giudiziario e sistema dell’informazione nel nostro Paese. La mia opinione è che per troppi anni abbiamo fatto finta di non vedere che sta crescendo una realtà mostruosa in Italia, fatta di oltraggio alla dignità delle persone e di totale perdita dei valori costituzionali fondamentali”.
Poi aggiunge: “Ribadisco, per quello che riguarda questa vicenda, il mio totale sostegno alla magistratura ed alla sua azione essendo il più interessato ad un chiarimento su tutte le vicende, e non solo su questa, su tutte le vicende che riguardano la vita pubblica del nostro Paese e la mia attività pubblica. La seconda considerazione è questa: io sono parte lesa, io e la istituzione che rappresento siamo parte lesa in questa vicenda. Combatteremo in maniera ferma nei confronti di chiunque oserà nei prossimi giorni gettare ombre sulla correttezza, sulla trasparenza dei nostri comportamenti. Noi siamo parte lesa. E ci rivarremo nei confronti di chiunque offenderà la dignità delle istituzioni e delle nostre persone”.
“Leggo dalle vostre cronache di un signore di nome Manna. Io potevo chiudere questa conferenza stampa in trenta secondi, e cioè io non sono a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla. Leggo di questo Manna, e devo sinceramente dire che non so chi sia, non so che faccia, non so dove viva. Devo dirvi che nella mia memoria questa parola mi ricorda solo due cose: la manna dal cielo, un ricordo biblico, ma non credo che sia questo il caso. E l’altro Manna che mi ricordo, essendo a Napoli, è un certo Angelo Manna che era un opinionista che in una televisione locale esprimeva con toni delicati e sobri la sua polemica nei confronti della classe dirigente del tempo, e rivendicava e sottolineava le virtù e le conquiste dei Borbone e del Regno delle Due Sicilie, se ricordo bene. Altri Mana non ne conosco. E di quello in questione nessuno, in nessuna sede né pubblica né privata, mi ha mai fatto cenno a questa persona. Sarebbe esagerato dire che questa ennesima avventura ci riempie di gioia, ma sarebbe egualmente esagerato dire che ci getta nell’angoscia, ma siamo, come dire, in perfetta media inglese”.
Poi conclude: “A Napoli, alla Regione Campania le paludi del malaffare sono prosciugate. Noi lanciamo la sfida del rigore spartano e non arretreremo di un passo”.
Non perde comunque il senso dell’umorismo: “Sto facendo training autogeno, mi sto auto controllando. Credo di aver dato ai giornalisti italiani più lavoro di Murdoch, mi aspetto di essere nominato cavaliere del lavoro, ai nostri collaboratori rivolgo invece l’appello di sempre: keep calm. Lunedì ci sarà una riunione del Consiglio regionale durante la quale faremo una legge per togliere da mezzo l’Arsan e approveremo una legge per la gestione del ciclo delle acque, provvedimento di grandissima importanza. Voi tutti sarete testimoni di un passaggio storico, potrete comunicare che da martedì viene cancellato un altro luogo comune che pesa sull’immagine di Napoli, cioè che l’acqua è poca e la papera non galleggia. Galleggeranno molte papere e anche qualche asino”.
