Popolari per l’Italia: «Una città allo sbando, necessaria una nuova classe dirigente»

Lunedì 09 Novembre 2015 20:25 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica5_popolari_per_litalia.jpgAVELLINO – “Va in scena l’ennesima sceneggiata al Comune di Avellino: mentre il Pd tenta di trovare una via d’uscita, “improbabile”, un assessore della giunta Foti si dimette, incurante di quanto queste dimissioni possono portare il Comune di Avellino dritto verso una irreversibile soluzione che sono quelle delle elezioni anticipate. Il piatto è servito L’amministrazione Foti è al capolinea, entro dicembre avrà il benservito”.

È quanto dichiara in una nota stampa Giuseppe Antonio Solimine, commissario dei Popolari per l’Italia di Avellino, il quale continua: “Una città allo sbando. Vecchi e nuovi padroni che tentano di mettere la città in ginocchio più di quanto non lo sia già, una classe politica inesistente e inefficace incapace di risollevare le sorti della città capoluogo, un sindaco ostaggio di personaggi che continuano a dilaniarsi pur di affermare la propria supremazia, con i partiti di maggioranza impegnati solo in una lotta intestina che ha portato il Comune a non avere né un’anima né una speranza. I popolari per l’Italia denunciano con forza questo stato di cose e chiamano la città a rialzare la testa e con schiena dritta a dare a tutti questi signori il benservito. Avellino ha diritto di avere una nuova classe dirigente, capace ed autonoma che possa programmare la ripresa di questa città senza lacci e senza padroni e padrini più o meno visibili, è tempo di voltare pagina e di dimostrare che i cittadini di Avellino sono stanchi di questi personaggi che sembrano fare l’interesse della città e dei cittadini invece mirano solo ai loro piccoli o grandi interessi, essere amministratore è un mezzo per giustificare il fine”.

Al sindaco un appello accorato: “Non lasciare che al danno si aggiunga la beffa, prima che ti costringano a lasciare per stanchezza manda tutti a casa e metti tutti di fronte alle loro responsabilità”.