Comune: partecipate e consorzio universitario all’esame del Consiglio

Lunedì 30 Novembre 2015 15:47 Red.
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Una seduta del Consiglio comunale (foto di Carmine Bellabona)AVELLINO – Il Consiglio comunale di Avellino si è occupato delle società partecipate e, soprattutto, del consorzio universitario, sulla scorta di due mozioni.

La prima, firmato dai consiglieri Tornatore, Matetich e Percopo si proponeva di superare la delibera consiliare n. 80 del 2013 per poter finalmente discutere nell'assise municipale delle numerose società partecipate del Comune di Avellino, dedicando ad ognuna di esse una seduta monotematica; la seconda mozione, firmata dai consiglieri di opposizione Giordano e Arace, chiedeva che il Comune uscisse dal consorzio universitario.

Le due mozioni solo apparentemente erano slegate fra loro perché la prima mozione era preliminare proprio alla discussione sul consorzio universitario. Infatti, nel luglio del 2013, su proposta dell'assessore Cignarella, la giunta municipale decideva di uscire dal consorzio universitario. Tale proposta, però, non giungeva in Consiglio comunale perché subito dopo l'assise cittadina votava un ordine del giorno presentato da Gianluca Festa, con il quale si decideva di discutere insieme di tutte le partecipate e non solo del consorzio universitario, per avere un quadro completo della situazione. Di fatto veniva bloccata la ratifica da parte del Consiglio della decisione di giunta di abbandonare il Cirpu, in attesa di avere il quadro completo di tutte le società partecipate, che, dopo due anni e mezzo, ancora non c'è.

Superata, dunque, la delibera 80, con il voto unanime, questa mattina, del Consiglio comunale, è stato possibile affrontare la mozione firmata da Giordano e Arace che hanno chiesto di uscire dal consorzio universitario.

Il gruppo del Pd, però, si è detto contrario a tale proposta, che è pertanto stata bocciata, con 11 voti contrari e solo 8 a favore. Da osservare che a favore della proposta Giordano-Arace hanno votato anche i consiglieri del Pd Percopo, Tornatore, Mario Cucciniello, Francesca De Iorio e Francesca Medugno.

Perché la maggioranza del Pd ha deciso, almeno per il momento, di restare nel consorzio universitario, continuando a versare la quota di partecipazione di ben 50mila euro all'anno? Perché il consorzio può essere utilizzato per intercettare fondi europei, soprattutto in vista del varo operativo della cosiddetta Area vasta che accorperebbe il Comune di Avellino e quelli viciniori. Va detto, però, che tale posizione appare debole per almeno quattro motivi. Il primo: il Comune di Avellino è solo uno dei soci del consorzio e da solo non ha i numeri per poterne determinare la linea. Il secondo: attualmente fra i Comuni dell'Area vasta solo Atripalda ed Avellino fanno parte del Cirpu; quello di Montefredane da qualche mese ne è uscito.

Il terzo: gli altri due Comuni che fanno parte del Cirpu, Bagnoli e Nusco, non rientrano nell'Area vasta e, non a caso, l'unica attività significativa del Cirpu (corsi di formazione per insegnanti) si svolge nel Comune di Bagnoli e l'unico progetto di rilievo è relativo ad una scuola di alti studi a Nusco. Il quarto: nessuno sa questi eventuali fondi europei a cosa dovrebbero servire. Per i servizi? Per i lavori pubblici? Per opere di riqualificazione urbanistica? Per il rilancio del commercio? Qualcuno ha chiesto: in tutto questo qual è il ruolo e che cosa c'entra il consorzio per la promozione degli studi universitari?

Per la cronaca i lavori dell’assise municipale sono iniziati con la sostituzione di Enza Ambrosone nella commissione Statuto. Il presidente Livio Petitto ha annunciato l’ingresso del consigliere Virgilio Cicalese e la nuova composizione della commissione Statuto formata da 15 consiglieri della maggioranza e 9 dell’opposizione.