Torna il Consiglio, al via il nuovo corso

Sabato 20 Febbraio 2016 11:20 Luigi Basile
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Una seduta di Consiglio comunale (foto di Carmine Bellabona)AVELLINO – Archiviata la verifica interna al gruppo consiliare democratico, il sindaco di Avellino Paolo Foti prova a guardare in avanti, puntando sul rilancio dell’attività amministrativa e sulla programmazione degli interventi strategici dell’Area vasta.

La maggioranza di Piazza del Popolo però stenta a trovare un percorso unitario e di condivisione delle scelte. Al di là delle posizioni fortemente critiche espresse dalla componente guidata dal consigliere Gianluca Festa, che avrebbe preferito un ritorno anticipato alle urne, tra i rappresentanti delle diverse correnti del Pd presenti al Comune permane ancora un clima di diffidenza. La tenuta dell’esecutivo non è più in discussione grazie al via libera della deputazione regionale e nazionale di via Tagliamento incassato da Foti, nonostante le riserve manifestate rispetto alla sua linea di condotta, ma va ricostruito uno spirito di collaborazione, che fin dall’inizio del mandato è quasi sempre stato deficitario. Il sindaco, insieme al responsabile pro tempore del gruppo Pd, Giuseppe Giacobbe, sta comunque cercando di imprimere una svolta nei rapporti tra consiglieri ed assessori, programmando una serie di incontri preliminari alle sedute d’aula. Anche l’istituzione di una delega specifica ai rapporti con il Consiglio comunale, assegnata al vicesindaco Maria Elena Iaverone, dovrebbe contribuire a determinare una maggiore coesione tra le diverse articolazioni dell’amministrazione.

Già dalla prossima settimana, con la convocazione di due sessioni di Consiglio comunale, Foti e la sua maggioranza saranno chiamati a dimostrare sul campo che a Palazzo di Città è realmente cominciata una fase nuova. Tra gli argomenti inseriti all’ordine del giorno dell’assemblea municipale, infatti, sono stati inseriti argomenti particolarmente delicati, come la mozione presentata da Festa in difesa della gestione pubblica del servizio idrico e le linee di indirizzo della giunta per il riassetto delle società partecipate dell’ente. Il leader della fronda interna tenterà di alimentare i malumori emersi, dentro e fuori il Pd, dopo la trattativa aperta tra l’Alto Calore Servizi e la Gesesa di Benevento, tra chi teme una privatizzazione del settore. L’ex vicesindaco chiede al capo dell’amministrazione di assumere una posizione netta e ferma rispetto alle operazioni in corso, delineando un iter di riorganizzazione del ciclo integrato delle acque che non spalanchi le porte all’Acea, liquidando così definitivamente l’azienda irpina, e sancendo l’egemonia sannita sulla provincia di Avellino. È evidente che attorno alla riforma del servizio si gioca anche una partita politica per le prossime elezioni parlamentari. Altra questione delicata appare quella del riassetto delle partecipate, sulla quale in passato si sono già registrate posizioni articolate all’interno della maggioranza. Nel mirino di alcuni consiglieri, ad esempio, è finito il consorzio universitario, che il sindaco Foti, tornando sui suoi passi, ha deciso di rilanciare.

Nel gruppo democratico, intanto, si dovrà aprire un confronto interno per eleggere il nuovo capo della delegazione, ruolo rimasto vacante dopo le dimissioni dall’incarico di Ida Grella, formalizzate a fine ottobre, a causa dei conflitti che stavano dilaniando la compagine del Pd e per le incomprensioni sorte con Foti. Tra i nomi che circolano da tempo c’è quello di Enza Ambrosone, che però non riesce a mettere tutti d’accordo. L’ufficio politico provinciale del Pd, da parte sua, ha già aperto un’altra questione a lungo rimasta congelata, come la costituzione di un organismo di coordinamento del partito in città, sulla quale i consiglieri sono pronti a dire la loro.

Dagli alleati del Pd, nel frattempo, giungono segnali di insofferenza. In modo particolare, il neonato gruppo Centro democratico-Scelta civica, rappresentato dal consigliere Nicola Poppa, non appare intenzionato a svolgere un ruolo di semplice spettatore delle dinamiche politiche ed istituzionali. Il partito del deputato Angelo D’Agostino sta cercando di rafforzare la rete sul territorio, a cominciare dal capoluogo. Tra i democratici, però, c’è chi ipotizza un passaggio nel Pd del parlamentare, prima della conclusione della legislatura nazionale. Una prospettiva che non viene valutata positivamente dalla sinistra interna. Ma il diretto interessato smentisce tali voci.

Il Partito democratico irpino è ormai lanciato verso l’appuntamento del congresso straordinario, che dovrebbe tenersi tra la fine della primavera e l’autunno. La campagna di tesseramento inizia già a creare qualche tensione, nonostante da Roma siano stati inviati due funzionari a controllare le procedure di iscrizione. Per i circoli della città di Avellino però è stata introdotta una deroga alle regole generali. La verifica del tesseramento verrà effettuata, in maniera incrociata, dai componenti dell’ufficio politico provinciale (i deputati Valentina Paris e Luigi Famiglietti, la presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, e l’ex senatore Enzo De Luca). Il dibattito politico tra le correnti non è comunque ancora entrato nel vivo.