AVELLINO – Tesseramento e primarie: non c'è pace nel Pd di Renzi che, da sempre, su queste questioni non riesce a trovare la quadratura del cerchio sottoponendo gli iscritti, e di riflesso l'elettorato, ad un vero e proprio tormentone.
Non si fa in tempo a registrare dalla cronaca quanto accaduto a Roma e a Napoli alle primarie per la scelta del candidato sindaco - naturalmente finite sulle prime pagine di tutti i giornali non per l'alto profilo del programma che ha intenzione di portare avanti chi ha vinto, ma per le polemiche legate ai vari ricorsi con voti che si moltiplicano e numeri che non tornano — che anche qui, in Irpinia, dove si è da poco concluso il tesseramento, si registrano polemiche per presunte irregolarità nelle operazioni di reclutamento degli iscritti con "dichiarazione di residenza differente da quella reale".
"Al fine di restituire un dato reale in termini di militanza e partecipazione attiva alla vita politica del Partito democratico in città di Avellino - dichiarano in un comunicato Gaetano Alvino e Maria Rusolo - abbiamo presentato formale ricorso agli organi competenti del partito, segnalando alcune adesioni presumibilmente irregolari nel circolo "Vittorio Foa". Certi che i garanti del tesseramento e chi di dovere provvederà alle opportune verifiche, riteniamo doveroso affermare, come più volte ribadito in passato, che solo un partito sano che ha il coraggio di affrontare e liberarsi dalle contraddizioni del passato, potrà sostenere con serenità gli impegni attesi in città e in provincia nei prossimi mesi".
Il ricorso, il cui testo qui di seguito riportiamo per intero, è stato indirizzato all'ufficio adesioni provinciale del Pd, ai commissari nazionali tesseramento Pd Tramontana e Riserbato, ai componenti della commissione Garanzia, ai componenti dell'ufficio adesioni del circolo Foa.
