Aurisicchio: «La partita non è chiusa, sull’acqua una programmazione scientifica»

Lunedì 14 Marzo 2016 14:09 Red.
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Raffaele AurisicchioAVELLINO – “Con il voto di venerdì all’assemblea dell’Alto Calore servizi non si deve avere la sensazione che la partita possa essere chiusa. La partita non è chiusa, siamo appena agli inizi di una vicenda lunga e pelosa. Ovviamente serve un cambio di passo nella mobilitazione, un cambio di passo in grado di portare questa vicenda all’attenzione dei cittadini, all’attenzione delle comunità locali, perché non possiamo accontentarci dell’affermazione, che pure ci era parsa positiva fatta nei giorni scorsi, che a decidere saranno i sindaci”.

È quanto ha dichiarato questa mattina, presso la sede di via Dante, nel corso dell’annunciata conferenza stampa, il coordinatore provinciale di Sel Raffaele Aurisicchio che ha dato il via a quella che, in un certo qual senso, può essere considerata la “giornata dell’acqua” visto e considerato che nel pomeriggio, a partire dalle 17.30, è in programma la seduta monotematica del Consiglio comunale di Avellino con l’audizione del presidente dell’Alto Calore, Lello de Stefano, e del commissario del Consorzio ente d’ambito Calore irpino, Giovanni Colucci.

“La vicenda che è sotto i nostri occhi – ha spiegato ancora Aurisicchio – ci dice che siamo in presenza di una programmazione delle mosse stabilita a tavolino, o che risale a molto tempo fa, scientifica, che ha puntato ad ottenere il consenso dei sindaci luogo per luogo, ad un ad uno. E quindi affidare questa partita esclusivamente in mano ai sindaci è un po’ come affidare i cavoli alle capre”.

Non sono mancate le critiche, in particolare, ai primi cittadini di Avellino, Paolo Foti, e a quello di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, preso di mira anche nella sua veste di presidente della Provincia. “Il sindaco e il presidente Gambacorta nella sua funzione di sindaco di Ariano ha tenuto, diciamo, un atteggiamento per il no, mentre nella sua funzione di presidente della Provincia ha fatto delega ad un consigliere del Partito democratico che si è espresso a favore dell’ordine del giorno presentato. Evidentemente c’era un accordo, un patteggiamento stabilito a tavolino. Non c’è stato un ruolo guida che pure poteva essere esercitato in virtù dell’odg approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Avellino. Il sindaco di Avellino, poi, è stato silente, non ha parlato, ha rinunciato ad avere un ruolo di guida e di indirizzo e questo credo sia molto grave”.