Fondazione Sudd: Pd campano allo sbando, ad Avellino livelli di non ritorno

Giovedì 09 Giugno 2016 15:44 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica6_fond_sudd.jpgAVELLINO – Il circolo degli Amici di Fondazione Sudd di Avellino, a fronte dei catastrofici risultati delle elezioni amministrative a Napoli e del grave e inquietante stato morale e politico in cui versa il Partito democratico in Campania, ritiene suo indeclinabile dovere chiedere le dimissioni della segretaria regionale del partito. Valga per tutti – scrivono in una nota Luigi Anzalone, Aldo D’Andrea e Bernardino Tirri, rispettivamente presidente onorario, presidente e segretario del circolo – il riferimento all’amministrazione comunale di Avellino, il cui sbando e la cui inefficienza hanno raggiunto livelli di non ritorno. Ecco perché chiediamo al sindaco Foti – inviandogli i migliori auguri di pronta guarigione – di valutare, con il partito, il gruppo consiliare e i suoi collaboratori in giunta, se valga la pena tirare a campare mentre la città tira le cuoia e sempre più degradante appare lo spettacolo della gestione degli enti comunali.

Quanto alla proposta di celebrare il congresso provinciale del Pd agli inizi di ottobre, cioè a ridosso  dell’estate, essa appare inopportuna e fuorviante, negativa e sbagliata. È inopportuna e fuorviante perché, propri negli stessi mesi, c’è da affrontare la campagna elettorale per il referendum costituzionale, che si terrà ad ottobre e il cui esito appare  incerto. Peraltro i risultati, tra una decina di giorni, dei ballottaggi nelle grandi città diranno sino a che punto la crisi di consensi del Pd renderà più difficile e problematica la battaglia referendaria. È una proposta negativa e sbagliata perché – come ha giustamente detto Antonio Bassolino – bisogna “preparare un congresso di rifondazione del Pd in Campania, azzerando l’attuale tesseramento militarizzato e lottizzato e dando vita un nuovo partito fatto di iscritti veri, di una testa (il gruppo dirigente) e di un’anima”. Peraltro il risultato confortante per il Pd delle elezioni amministrative in Irpinia deve indurre a riflettere più che a cantare vittoria. Esso è, infatti, il risultato del felice intreccio di una rivendicazione di autonomia da parte dei gruppi dirigenti democratici a livello locale e della lungimirante alleanza tra gli eredi e gli interpreti di un’esperienza  e di un’intuizione politica che rinvia alle pagine migliori della storia comunista e democristiana e del loro fecondo dialogo e collaborazione.

È tempo, dunque, di dare vita ad un Pd  irpino come partito di popolo, dei giovani, del mondo della cultura e del lavoro, strumento di politica pulita e di rinascita del Mezzogiorno.