AVELLINO – Si avvicina l’ora della verità per Paolo Foti e l’amministrazione comunale di Avellino. Lunedì sera in Consiglio comunale dovrebbero essere più chiare le posizioni dei vari gruppi. Per ora c’è un documento firmato da otto consiglieri: i tre dissidenti della prima ora, vale a dire Festa, Negrone e Genovese, i dameliani “storici” Salvatore Cucciniello, Medugno e De Iorio (che però non si riconosce più in questo gruppo) e gli ingressi più recenti di Melillo e di Miro, che tuttavia continua ad essere capogruppo dei Democratici per Avellino.
Questi otto hanno ribadito, sottoscrivendo un ordine del giorno da presentare in Consiglio comunale, di vedere come unica soluzione lo scioglimento dell’assise cittadina. E però otto consiglieri non bastano, neppure per presentare una mozione di sfiducia; per approvarla poi di voti ne occorrerebbero 17 che è esattamente la somma degli otto che sono usciti dalla maggioranza e dei nove dell’opposizione.
Questo in teoria. In realtà all’interno le posizioni dei consiglieri di opposizione sono quanto mai variegate e, stando alle ultime dichiarazioni, Dino Preziosi del gruppo La svolta inizia da te, a determinati patti e condizioni potrebbe anche accogliere l’invito di Foti a collaborare. Più volte si è detto contrario al commissariamento del Comune anche il consigliere Palumbo. Nicola Battista, dal canto suo, ha dichiarato di essere pronto a votare la sfiducia, ma solo se prima si saranno pronunciati in tal senso sedici consiglieri comunali.
Insomma, tutto lascia prevedere che la prova di forza tentata da Festa e Salvatore Cucciniello non sortirà l’effetto voluto. Di certo, se l’amministrazione Foti dovesse superare questa ennesima burrasca c’è da prevedere un ulteriore aggiustamento in giunta con l’ingresso di nomi nuovi e l’individuazione di pochi ma precisi impegni programmatici da portare a compimento in quest’ultima fase della legislatura.
Sullo sfondo i nuovi equilibri che verranno fuori dal congresso del Pd, ormai non più rimandabile e che dovrebbe svolgersi subito dopo il referendum. Lunedì, dunque, si giocherà solo il primo tempo di una partita che riprenderà dopo il referendum costituzionale.
