AVELLINO – “So che su quanto è successo si sono scatenati commenti e polemiche. Semplicemente si è trattato di una messa a punto della squadra e del programma di governo con riferimento esclusivamente al quadro politico che mi sostiene…Ho ascoltato e letto le definizioni più disparate che hanno impegnato notevolmente esponenti politici e rappresentanti della stampa in relazione alle mie decisioni finali e che illustro a quest’Aula e alla Città. La politica è sogno ed anche utopia rispetto agli obiettivi ed alle mete da raggiungere, ma ad essa spetta soprattutto il dovere di ispirare l’agire quotidiano. La mia proposta ha la finalità di raccordare questa duplice dimensione. Null’altro. E quindi rispedisco al mittente le accuse in merito ad accordi di potere e a spartizioni. Ho fin troppo chiare le opportunità che questa fase ci offre…Siamo qui non per consumare un rituale, ma per riprendere e continuare un cammino fecondo ed utile. Non ci faremo vincere dalle difficoltà o dalle provocazioni, sapremo essere all’altezza delle speranze e dei bisogni dei nostri cittadini ed in modo particolare delle fasce più deboli. Per questa “impresa” ho necessità di poter contare sul sostegno di tutti i consiglieri della maggioranza e del loro contributo di idee, ma non disdegnerò gli apporti che dovessero venire dai banchi dell’opposizione. Non ho il dono della verità e dell’infallibilità, ma ho la certezza di mettere al servizio della nostra comunità la mia onestà e trasparenza, la mia ferma determinazione a rendere un servizio, la mia tensione costante a migliorare la nostra città per consentire agli avellinesi di ritrovare il loro orgoglio e amore verso di essa.
Parafrasando Charles Péguj - “dimmi come tratti il presente e ti dirò che amministratore sei” - aspiriamo nel nostro tempo ad essere capaci di interpretare concretamente attese e bisogni, dare risposte tempestive e complete alle necessità, lasciare un segno rivolto alle generazioni future non per ambizione o vanità, ma esclusivamente per affetto verso Avellino”.
Sono alcuni dei passaggi della relazione con cui il sindaco Paolo Foti ha spiegato al Consiglio comunale, che è iniziato poco dopo le 17.00 e che è ancora in corso, come è giunto alla composizione della nuova giunta e quali sono i punti del programma che ha intenzione di portare avanti fino al termine della consiliatura. Subito dopo è iniziato il dibattito.
Ma più che le parole del primo cittadino a tenere banco, in apertura di seduta, sono state le dichiarazioni della consigliera del Pd Francesca Di Iorio che ha annunciato il suo passaggio all’opposizione: “Rimango di sinistra – ha detto – ma non mi riconosco più in questo Pd”. Subito dopo è andata a sedersi a fianco di Nadia Arace, anche lei in rottura con il Pd e passata a suo tempo nelle file dell’opposizione. “Quello di Francesca – ha sottolineato la Arace – è un gesto dirompente. Sono emozionata e colpita per un gesto come questo ma anche contenta di riprendere un pezzo di strada insieme. È la narrazione di una sinistra che con fatica si ritrova e ora prova a ripensare il mondo”.
In aggiornamento… Subito dopo la relazione del sindaco si è aperto il dibattito. Sono intervenuti:
Pericolo, Udc: “Che cosa è cambiato, dove sta quest’azzeramento? Non riusciamo mai a capire come è formata la maggioranza. Con chi sta il consigliere Poppa?”.
Miro, Democratici per Avellino: “Quella del sindaco Foti non è una messa a punto, è una messa in scena).
Palumbo, La svolta inizia da te: “Non mancano in quest’aula le filosofie del politichese. La verità è che non abbiamo più entità. Troppi rimpastini, per non dire rimpastacci…”.
Amodeo, Pd: “Troppa litigiosità interna e distinguo. Come spiegare ai cittadini la perdita di mesi di attività amministrativa?”.
Battista, Forza Italia: “Il gruppo misto è diventato il primo gruppo di questo Consiglio. Alla città cosa volete che possano interessare le beghe politiche. Questo vuol dire amministrare?”.
Bilotta, Udc: “È la sesta volta che siamo qui per un nuovo rimpasto. È imbarazzante il silenzio della maggioranza che non si capisce se avalla o meno l’operato del sindaco. Cambiare 27 assessori in tre anni non significa dare risposte agli avellinesi. Tutti questi cambiamenti non hanno però cambiato la città di Avellino”.
Grella, Pd: “Nessun silenzio e nessun voler continuare a tutti i costi. Non è questa la ratio che motiva il nostro rimanere in maggioranza. Non è un momento facile. Siamo qui con grande imbarazzo. Questa è l’ultima chance. Avellino ha bisogno di guardare oltre dal punto di vista amministrativo e politico. Qual è il futuro di questa città? Siamo qui a fare un estremo tentativo. Nonostante tutto rimango qui. Potrei leggere anche io 12 pagine di perplessità”.
Spiezia, Gruppo indipendente: “Sono solo enunciazioni, i cantieri sono ancora lì. È lo stato della città che parla. Il caos e la confusione sono lo specchio di quello che è la città oggi. Do il benvenuto alla consigliera Di Iorio, siamo ora tre donne libere e indipendenti”.
Medugno, Democratici per il cambiamento: “Solo alcuni ritocchi alla giunta. Giudicheremo i risultati. Sono iscritta all’assemblea provinciale del Pd, sono una militante del Pd, ho sempre votato Pd e mi sono candidata con il Pd. Rispetto della trasparenza in tutti gli atti amministrativi, la questione morale è fondamentale”.
Giordano, Per cambiare Avellino: “Sindaco, la stavo fermando per dirle diamolo per letto. Gli oppositori seriali stanno tutti nel Pd. Vorrei parlare di bugie e di bugiardi. Io mi sento preso in giro e non escludo che la sua proposta sia uno scherzo e che fra poco nominerà altri due, tre assessori. Per 12, 13 giorni avete continuato a dirci con una faccia di bronzo che gli assessori si erano dimessi e non era affatto vero. Le dimissioni erano false. Rispettiamo l’aula. È sul bluff che si ricostruisce la maggioranza, che non c’è neppure stasera. Si va avanti a tentoni. Per magia ci ritroviamo due nuovi assessori. Ma Cillo e Tordella come hanno lavorato? Perché Mele non sta più alla Cultura? Lei, assessore Mele, è un punto imprescindibile di questa maggioranza. Iannaccone è un punto imprescindibile, l’assessore Iaverone è un altro punto imprescindibile di questa amministrazione. Assessore Valentino: Lei è stato con il centro destra di Nappi, è pronto il partito delle nazione, lei passa da una giunta di centrodestra ad una di centrosinistra. Mercoledì si riapre il teatro: c’è il nostro grande presidente del Consiglio che viene a fare una grande campagna elettorale. È una buona notizia, per lo meno apre il teatro. Poi però vorremmo sapere anche dall’assessore Gambardella quando riaprirà davvero il teatro. La città lo deve sapere.
Sindaco, scadono le concessioni per i parcheggi, affidi ad un consigliere di minoranza la delega alla Trasparenza, forse così quando le passa tra le mani un atto falso capirà che è falso”.
Preziosi, La svolta inizia da te: “Avrei preferito non parlare. In questi giorni ho assistito a tante di quelle banalità, provocazioni, offese. E siccome non mi interessano i partiti, avevo indicato un’apertura per andare incontro ad una apertura di progetto di città. All’epoca avevo fatto una proposta politica al Pd, che è il partito di riferimento di questa amministrazione, ed il direttorio conveniva con me per quanto riguarda l’azzeramento della giunta. I fondi europei vengono decisi in Consiglio comunale. Il programma l’avrei portato avanti dai banchi dell’opposizione. Prima viene la città che è stata mortificata. Questa maggioranza è più debole delle precedenti. Questa amministrazione è uscita indebolita da questa crisi”.
Ambrosone, Pd: “Saluto la Di Iorio che ha fatto una scelta chiara di collocazione, una scelta difficile, una scelta che è in linea con il comportamento tenuto in questo mese. Il documento firmato da Irpinia di Base in cui si chiedeva al partito nazionale di assumere una posizione chiara qualche effetto l’ha sortito, quello di portare avanti questa esperienza amministrativa. Il vero coraggio è di chi rimane di qua perché siamo tutti dentro un giudizio tranciante che ci travolge tutti quanti. Sindaco, siamo al suo fianco nell’interesse della città”.
Festa: “Parafrasando Aznavour, come è triste Avellino. C’è un clima di rassegnazione, di tristezza totale. È vero che non abbiamo un sindaco da tre anni, ma ormai siamo rassegnati. Guardiamo un po’ oltre. Che è successo in questi mesi? Azzeramento? Andando su google: portare a zero, invece solo due cambi su nove. Quest’aula è stata presa in giro come tutta la città. Non c’è mai stato il protocollo delle dimissioni, il sindaco le ha dovuto revocare. Chi è il baro? Leggo dalla Treccani: truffatore, imbroglione, impostore, ingannatore. Riusciremo ad attribuirlo a qualcuno presente o assente in quest’aula. L’esperienza Foti è finita, non è mai cominciata. Lavoriamo per un’alternativa come spiegheremo domani in conferenza stampa”.
Giacobbe, Pd: “Saluto i nuovi assessori cui auguro buon lavoro, clima difficile. La Di Iorio ha fatto un atto coraggioso. Nonostante tutto noi siamo qui per difendere la città, no alla nomina di un commissario che la penalizzerebbe. Voglio rivendicare il mio attaccamento e la mia appartenenza alla città. Non ho padroni né fuori né dentro il Consiglio comunale. L’azzeramento non c’è stato. Il sindaco non deve esagerare nelle scelte unilaterali. Non è questa l’aula consiliare che vogliamo, non è questa la città che vogliamo”.
Alle 19.55 il consigliere Giordano chiede la verifica del numero legale: rispondono all’appello in 15. Un secondo appello viene chiamato cinque minuti dopo: risultano presenti 14 consiglieri. Alle 20.05 la seduta è sciolta per mancanza di numero legale.
