AVELLINO – Ancora una volta seduta inconcludente quella del Consiglio comunale di Avellino. Pure in apertura di seduta il sindaco aveva comunicato all’aula due buone notizie: la notifica da parte del tribunale per quello che riguarda il completamento per la procedura di ammissione del Comune alla proprietà dell’ex Dogana e il finanziamento del progetto di riqualificazione delle periferie (Valle, Rione Parco, Bellizzi e Quattrograna9). Il progetto di Avellino, così come comunicato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, sarà fra i primi ad essere finanziato, visto che si è classificato al secondo posto a livello nazionale dopo la città metropolitana di Bari.
È saltata, invece, la discussione chiesta da Sinistra italiana sulla programmazione del Forum Giovani. È stata la consigliera De Iorio a chiederne il rinvio, vista l’assenza questa sera in aula per gravi motivi di famiglia dell’assessore alle problematiche giovanili, Gambardella.
Sul Teatro Gesualdo, invece, assente il consulente Terracciano, è stato il segretario generale Feola, nella sua qualità di commissario, a relazionare, senza aggiungere, però, dati nuovi e soprattutto definitivi, rispetto a quanto più volte illustrato in conferenza dei capigruppo e in commissione Cultura. In buona sostanza mancano ancora i dati certi e definitivi sull’ammontare del debito e non c’è ancora una proposta formale da parte dell’amministrazione per nominare un nuovo consiglio di amministrazione o indicare nuove forme di gestione del Gesualdo. Perciò si è deciso di rinviare discussione e decisioni a una seduta monotematica da convocare per il 9 gennaio.
A questo punto una riflessione sorge spontanea. In apertura di seduta il consigliere Giordano aveva chiesto precisazioni al sindaco, riguardo un’intervista rilasciata dal primo cittadino ad un quotidiano on-line e in particolare rispetto a quanto Foti ha dichiarato sulla cosiddetta questione morale. Foti ha spiegato che nell’intervista in questione ha inteso distinguere fra una questione giudiziaria che vede numerosi amministratori destinatari di avvisi di garanzia, ma nessuno condannato neppure in primo grado, e una più ampia questione morale che, a detta del sindaco, riguarda ampi settori della comunità cittadina,e non solo chi amministra. La ragione di questo decadimento etico è stata da Foti individuata nel flusso di denaro che ha investito la città nel dopo-terremoto, sconvolgendone i caratteri identitari e indebolendone il senso di comunità.
Possiamo anche concordare con questa analisi, ma certo il senso etico di una comunità viene indebolito anche dalla rissosità interna alla maggioranza, dalla mancanza di prospettive ampiamente condivise all’interno dello stesso gruppo del Pd nell’assise cittadina e da una serie inconcludente di sedute, che, di rinvio in rinvio, sembrano finalizzate solo ad allontanare decisioni delle quali pure la comunità cittadina ha urgente bisogno.
Come commentare, però, questo atteggiamento della massima assise cittadina che, come abbiamo avuto modo di sottolineare già in altra occasione, con un pressappochismo che non trova giustificazioni di sorta né nelle ragioni della strategia politica e della contrapposizione tra i vari schieramenti né nell’opportunismo spicciolo legato al superamento contingente di assunzione di responsabilità rispetto alle questioni sul tappeto, decide di rinviare continuamente i lavori e di non affrontare gli argomenti all’ordine del giorno?
Tra continue sospensioni, appelli per controllare la presenza dei consiglieri in aula, riunioni dei capigruppo convocate ad horas perfino per concordare se concedere o meno la possibilità di poter esplicare una fisiologica interina pausa, si riduce veramente a poco il tempo dedicato all’esame dei problemi che pure sono stati preventivamente concordati. Che dire a questo punto su questo comportamento del Consiglio comunale di Avellino divenuto ormai una prassi pressoché costante di ogni seduta? Non fa parte anche questo della cosiddetta questione morale? E a proposito del tempo, dell’uso del tempo che viene fatto per dare (in questo caso per non dare) delle risposte alla comunità pensiamo che, in vista del dibattito che pure è stato sollecitato sulla questione morale, possa essere oggetto di riflessione questo pensiero di Seneca tratto dalle Lettere morali a Lucilio: «…una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo».
