AVELLINO – Nella seduta che avrebbe dovuto decidere della liquidazione dell’istituzione teatro Carlo Gesualdo si ripete ancora una volta il teatrino del Consiglio comunale che salta per mancanza di numero legale. Un copione che è scattato puntuale subito dopo lo svolgimento delle interrogazioni e la commemorazione, con l’osservanza di un minuto di raccoglimento, dell’ex vicesindaco Antonio Santoro e del professor Antonio Pagliuca, entrambi recentemente scomparsi.
Anche questa sera, dunque, è andata allo stesso modo, nonostante i boatos della vigilia assicurassero una seduta “tranquilla”: all’ordine del giorno, infatti, era la liquidazione del Teatro “Gesualdo”, premessa indispensabile per poter pagare le maestranze, senza stipendio da più di un anno. Poi ci sarebbe stato tempo, nelle sedute in seconda convocazione già fissate a partire da lunedì, per darsi battaglia sul bilancio. Invece, dopo le interrogazioni iniziali, è stato il consigliere Massimiliano Miro del gruppo Democratici per Avellino a chiedere la verifica del numero legale abbandonando nel contempo l’aula insieme con i colleghi di maggioranza Gianluca Festa e Antonio Genovese e andando a raggiungere le opposizioni che già avevano guadagnato l’uscita. Alla successiva conta effettuata dal segretario generale sono risultati presenti in Aula, rispetto ai 23 iniziali, solo 16 consiglieri. Annunciata in apertura dei lavori l’assenza giustificata dei consiglieri di maggioranza Franco Russo e Silvia Amodeo.
Che il clima non fosse dei più sereni lo si era capitato anche durante le interrogazioni. Proprio dalle file della maggioranza erano, infatti, piovute critiche all’assessore all’Ambiente Penna per lo stato di degrado della città, i ritardi nel rilancio della raccolta differenziata, finanche i topi a passeggio lungo i marciapiedi cittadini (sui social impazza un video con una famiglia di ratti che imperversa in via Mancini). L’assessore all’Ambiente, Augusto Penna, ha, peraltro, incassato bene il fuoco amico, ritenendo che alla base non ci fosse una bocciatura politica, ma la tensione accumulata dai consiglieri, a loro volta oggetto delle richieste e delle lamentele dei cittadini.
Adesso si riparte lunedì con la questione Teatro e poi il bilancio di previsione. Il Consiglio è convocato in seconda convocazione e stavolta non ci sarà bisogna della maggioranza assoluta dei presenti per poter andare avanti, ma questo non significa che non ci sarà battaglia. Dalle opposizioni si annuncia la linea dura e anche fra le file della maggioranza potrebbero esserci defezioni.
