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    24/10/2019

Riordino delle Province: De Luca chiama in causa la Regione, il governo faccia un passo indietro

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Enzo De Luca, PdAVELLINO – Non ci sta il senatore irpino del Partito democratico Enzo De Luca ad accettare le critiche che gli sono piovute addosso a proposito della posizione assunta sul decreto di riordino delle Province e, dopo aver sottolineato che l’unica istituzione che avrebbe potuto indurre Monti a non adottare il provvedimento è la Regione, annuncia che, quando ci sarà al senato la discussione sul decreto, chiederà al governo di fare un passo indietro.

Questo il testo della nota diffusa da De Luca: “In merito ad eventuali distrazioni o disattenzioni che mi si imputano a proposito del decreto del Governo che dispone l'accorpamento di diverse province italiane – tra le quali quella di Avellino e quella di Benevento – avverto l'esigenza di ribadire alcune considerazioni che negli ultimi giorni ho già avuto modo di consegnare all'attenzione pubblica. Innanzitutto, il decreto in oggetto, sul quale oggi si pronuncerà la Consulta, non è ancora arrivato in Aula, dunque non è stato sottoposto alla nostra attenzione. Quando lo sarà, non esiteremo a manifestare la nostra contrarietà e chiedere al Governo di fare un passo indietro. In quella sede, quando il decreto sarà all'ordine del giorno dei lavori del Senato, sarà chiara anche la posizione dei partiti politici rispetto a quanto disposto dal Governo, in modo da fare chiarezza anche su facili quanto tardive strumentalizzazioni nelle quali, ahinoi, si continua ad indulgere. Troppo facile, ma quanto scadente sul piano politico, scaricare il barile sui politici e i rappresentanti delle istituzioni, ignorando che l'unica istituzione che avrebbe potuto realmente indurre l'esecutivo Monti a non assumere la decisione che ha assunto è la Regione. Ma tant'è: non ho mai ceduto alla tentazione di gettare discredito su istituzioni e rappresentanti istituzionali e non lo farò certo ora. Per quel che mi riguarda, da senatore della Repubblica farò tutto quanto in mio potere affinché si possa modificare un provvedimento che giudico superficiale e poco attento alla storia dei territori, come nel caso dell'Irpinia e del Sannio. Il riordino della rappresentanza territoriale, questione nevralgica per il futuro del Paese, non può essere affrontata in maniera episodica e frammentata. Al contrario, va affrontata complessivamente, nell'ambito di un quadro di riferimento organico come quello della Carta delle Autonomie, attualmente in discussione al Senato".

 

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