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    23/08/2019

Primarie del centrosinistra, un’altra idea d’Irpinia con il programma della Puppato

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_comitato_pro_puppato.jpgAVELLINO – Mancano ormai solo quattro giorni al fatidico voto per le primarie del centrosinistra. Domenica 25 novembre la coalizione formata da Pd, SeL e Psi – che non esprime un proprio candidato – chiama a raccolta i suoi elettori in vista delle future Politiche previste per aprile. Cinque candidati, una sola donna: Laura Puppato. Cinquantacinque anni, trevigiana, assicuratrice, cattolica, sposata con due figli, la Puppato è considerata il vero outsider della competizione. Unica donna e terzo candidato del Pd, si è decisa a correre per interrompere la guerriglia tra il segretario Bersani e il “rottamatore” Renzi per fare un piacere al proprio partito, per aprire verso quella società civile da cui proviene. Impegnata da anni come volontaria del Wwf e nell’aiuto alle vittime della guerra in ex Jugoslavia, è a capo di una lista civica nata per fronteggiare l’istallazione di un inceneritore a Montebelluna – 30 mila abitanti, Treviso – che la conferma sindaco per due volte, dal 2002 al 2010. Sono gli anni dell’Ulivo, la città è un fortino “democratico” nel Veneto leghista di Luca Zaia. A testa bassa, sfida il radicamento leghista sul territorio aumentando sensibilmente i suoi consensi: alle Europee del 2009 rastrella 60 mila preferenze, risultando la prima dei non eletti. Nel 2010, alle Regionali, macina 26 mila voti, diventando capogruppo dei dodici consiglieri Pd. Anche lì è l’unica donna. Si definisce «una grillina mancata», il comico genovese che nel 2007 la premiò come “primo sindaco a cinque stelle”, ma di cui rifiuta in blocco i toni aggressivi e demagogici. «Il Pd avrebbe dovuto far proprie molte di quelle istanze, oggi avrebbe di sicuro più voti e il M5s meno – dichiara la «nativa del Pd», tesserata nel 2009 senza esserlo mai stata in precedenza e che ora sfida i potentati del partito puntando su «Un’altra idea di mondo».

Anche un pezzo d’Irpinia sostiene la sua candidatura. Nato in rete poco meno di un mese fa, il Comitato pro Puppato si è presentato, sabato 10 novembre, presso il Circolo della stampa di Avellino. A coordinarlo Valentina Corvigno, che insieme con Ernesto Sasso, Pellegrino Palmieri, Antonello De Vito e Sebastiano Frabucci  sta diffondendo i temi e i punti del programma della candidata veneta calandoli sulla realtà della nostra provincia.

Valentina Corvigno, 33 anni, architetto, specializzata in restauro e conservazione dei beni architettonici, tesserata Pd, ha scelto di spendersi per Laura Puppato perché «la sua biografia parla di una persona che non aspirava alla politica-mestiere. Il suo impegno è una parte della sua vita, non la sua vita, come è invece per i politici che conosciamo, anche nel nostro territorio». Tutela, conservazione e recupero: questi i punti salienti del programma che guardano direttamente anche alla situazione irpina, col suo patrimonio ambientale e culturale. «Intendiamo la società come un unico organismo che per essere in equilibrio deve basarsi su una perequazione tra diritti e doveri. Siamo tutti chiamati alla partecipazione – rincara la Corvigno −, dobbiamo invertire la rotta consumando meno e meglio le risorse».

Green e Blue economy, dunque, i cavalli di battaglia della candidatura Puppato: ripensare lo sviluppo economico in chiave di impatto ambientale del ciclo produttivo e di estrazione delle materie prime da un lato, dall’altro tendere ad emissioni zero di CO2 trasformando merci sprecate, con l’obiettivo di ridurre gli investimenti, ma aumentando occupazione e ricavi, ripensando radicalmente il concetto e l’uso dei rifiuti. «Il rifiuto indifferenziato è un cancro, quello differenziato una risorsa, va incentivato. Il nostro territorio è ricco di materie prime: acqua, sole, vento. Da ciò ricaviamo energie alternative, che potrebbero farci superare le famose industrie di montagna del post terremoto “ricostruzione e sviluppo”. Non hanno funzionato, ci tocca riconvertirle, suggerisce Corvigno.

Il terremoto, di cui a 32 anni di distanza – venerdì l’anniversario – subiamo ancora i danni e gli sprechi. «Sapete quanti vani non utilizzati abbiamo in Irpinia?, si chiede Corvigno. «I nostri centri storici sono pieni di case vuote effetto di una pessima ricostruzione. Non sprechiamo altro territorio, usiamoli per il turismo o, con affitti agevolati, concederli ai giovani che cercano indipendenza».

Un territorio, quello irpino, che ha poca possibilità di fare rete intorno a sé, se si chiude la stazione ferroviaria di Avellino e la vecchia linea per Rocchetta, «un’occasione persa sia per il turismo che per il trasporto», una battaglia di cui la Corvigno si è fatta carico nel corso degli ultimi anni con diverse iniziative.

Laura Puppato dice di correre per vincere, come dichiarano tutti gli altri del resto, anche se la vera sfida in termini di risultati è quella diretta con Tabacci, per evitare il titolo di fanalino di coda della competizione.

Cosa vi aspettate, dunque, dal voto di domenica? «Non crediamo sia importante la cifra (i sondaggi la danno al 5-6%, ndr) ma che ci sia una grande partecipazione, sia per l’Irpinia che per il centrosinistra. La nostra fortuna è che la forza della Puppato va oltre il nostro comitato, ci siamo mossi un po’ in ritardo e per fortuna lei ha recuperato spazio sui media nazionali che all’inizio l’avevano snobbata. L’ennesima questione di genere, purtroppo. Votare per lei vuol dire, se non averla come premier, influenzare il programma del vincitore. Credere a una visione e una cultura diversa. Speriamo domenica in qualche sorpresa».

 

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