AVELLINO – “Stamattina abbiamo per l’ennesima volta ascoltato che c’è qualcuno che vuole liberare Avellino: noi non abbiamo niente da cui liberarci. Abbiamo un passato glorioso, una storia che ci onora, un futuro che ci inorgoglisce ancora di più. Non abbiamo bisogno di liberarci da niente, da nessuno, nessuno ci deve liberare”: inizia così il suo intervento nel popoloso rione di San Tommaso Nello Pizza, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, nel comizio di chiusura della campagna elettorale prima del voto di ballottaggio di domenica prossima.
“Io in queste sei settimane – spiega – ho provato a raccontarvi la mia storia, le mie idee e le mie proposte. L’ho fatto con parole di verità che poi sono le uniche che io conosco. So che voi avete imparato a conoscermi e che vi fidate di me. Questa è la base migliore per fare il bene della città perché io voglio bene ad Avellino esattamente come voglio bene alla mia famiglia”.
Un’analisi del voto al primo turno: “Domenica sarà il giorno della verità, stiamo lavorando tutti con grandissimo impegno per raggiungere il risultato che ci aspettiamo. Al primo turno le sette liste a sostegno della mia candidatura hanno raggiunto il 53 per cento, sono andate oltre la metà dei voti espressi. Io sono arrivato al 43 per cento: è un risultato enorme che passa per il vostro sostegno convinto. Adesso però stanno provando a mandarvi in confusione. Voglio che i cittadini capiscano che una vittoria dei 5 Stelle consegnerebbe la città nelle mani della ingovernabilità ed aprirebbe le porte al commissariamento: questo è un dato di fatto e non è un’interpretazione. Il commissariamento ci farebbe perdere milioni di euro di finanziamenti, tutti i progetti in corso in questa città sarebbero bloccati. Così come non è un’interpretazione la circostanza che in caso di vittoria avrò una maggioranza ampia e coesa perché espressione delle liste che mi hanno sostenuto”.
E ancora: “Possono dire quello che vogliono ma non devono travisare la verità. Anche se Ciampi costruisse una pseudo maggioranza mettendo insieme tutti quelli che si sono presentati contro di noi si troverebbe contro 18 consiglieri eletti tra le mie liste, un blocco granitico, un corpo unico che non lascerà mai passare la rivoluzione del pressappochismo, il governo del nulla e del rinnovamento a chiacchiere”.
L’appello finale: “Io ci ho rimesso la faccia, altri hanno continuato a fare da cornice, anche oggi, per l’ennesima volta, erano solo delle cornici. In queste due settimane io ho portato avanti una campagna elettorale contro un ectoplasma, lo hanno ammutolito, lo hanno messo in naftalina, è stato risucchiato dall’onda dei sottosegretari. Vorrei che fosse molto chiara una cosa: il vero avversario non è Ciampi, ma il commissariamento del Comune di Avellino, perché è questo che accadrà. Possono dire le cose a modo loro, ma devono dire la verità: non c’è nessun caso in Italia di un sindaco senza maggioranza che non sia poi arrivato al commissariamento.
Questo non deve accadere e non accadrà perché dalle urne di domenica notte sono certo che verrà fuori una città che vuole cambiare, che non vuole affidarsi agli stregoni, agli interpreti del rancore, ai vendicativi, a chi ha messo alla porta gli elettori e sta cercando di entrare dalla finestra. Avellino sceglierà il voto responsabile”.
