Primarie centrosinistra, già al lavoro per il ballottaggio del 2 dicembre

Lunedì 26 Novembre 2012 11:16 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_primarie_centrosinistra.jpgAVELLINO – Le primarie in Irpinia non si discostano molto, per quello che riguarda l’affluenza alle urne, dai dati nazionali. I circa tremila votanti (su 56mila abitanti) ad Avellino città equivalgono grosso modo ai tre milioni e mezzo di elettorali (su 58 milioni di abitanti) a livello nazionale. La percentuale cresce, anzi, rispetto alla media nazionale, se si tiene conto dei votanti in tutta la provincia di Avellino, che sono stati quasi 20mila.

I risultati, invece, sono piuttosto in linea con quelli dell’Italia meridionale. Le regioni del Sud, infatti, hanno fatto registrare un netto successo di Bersani, che quasi dovunque supera la soglia del 50 per cento, mentre Renzi e Vendola sono quasi appaiati con il 20 per cento circa a testa.

In particolare nel Comune capoluogo Bersani tocca il 51 per cento, Renzi il 23 per cento e Vendola il 18 per cento. Anche in questo caso, tranne alcune situazioni locali (il trionfo, ad esempio, di Bersani a Cervinara, paese della segretaria provinciale del Pd, Lengua, o il successo di Renzi nella Frigento del sindaco Famiglietti) i risultati erano in larga misura preventivati. Una sorpresa (peraltro parziale) può essere rappresentato dal 20 per cento raccolto in Irpinia da Vendola, ben al di sopra della percentuale che Sinistra Ecologia e Libertà raccoglie alle elezioni amministrative e politiche. Evidentemente ha pesato in questa scelta la difficile situazione occupazionale in provincia di Avellino e il voto operaio.

Gli staff di Bersani (in Irpinia molto più strutturato) e di Renzi (da noi più spontaneistico) sono intanto già al lavoro per il ballottaggio in programma il 2 dicembre. Anche fra sette giorni Bersani dovrebbe confermare, anzi incrementare, il successo fatto registrare ieri in provincia e nel capoluogo. Non è però del tutto scontato che i voti di Vendola vadano a Bersani. Potrebbe infatti pesare nella scelta definitiva anche il sentimento di protesta, che certamente è presente in molti centri della provincia, nei confronti della dirigenza provinciale del Pd, in larghissima maggioranza schierata con Bersani.