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    17/12/2018

Acs: De Stefano lascia, Ciarcia amministratore unico. Ciampi: «Soluzione tampone»

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Lello De Stefano e Michelangelo CiarciaAVELLINO – “Più che un amministratore unico io sarò un commissario perché dovrò seguire questo piano e vorrò accompagnare anche i sindaci nel prendere la giusta decisione perché il patrimonio dell’Alto Calore non possa andare via, così con una semplice delibera di ogni singolo Comune. E quindi farò in modo di convincere i sindaci perché il patrimonio vada conservato ed ognuno faccia la propria parte nell’approvare il piano nelle rispettive sedi comunali”: queste le prime dichiarazioni di Michelangelo Ciarcia appena eletto amministratore unico dell’Alto Calore al posto del dimissionario presidente Lello De Stefano nel corso dei lavori dell’assemblea dei sindaci convocati per l’approvazione del piano di risanamento dell’ente di Corso Europa.

Approvazione che è venuta nonostante la richiesta di rinvio sostenuta dal sindaco di Avellino, che ha presentato un documento di cui riferiamo in altra pagina, e dai sindaci di Montella e Summonte. Questo, in una nota congiunta, il commento all’epilogo dell’odierna assemblea da parte del primo cittadino di Avellino, Vincenzo Ciampi, e del parlamentare 5Stelle nonché sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia: “De Stefano si è dimesso ed è una cosa che il M5S chiede da tempo. Ovviamente la soluzione Ciarcia non può che essere una soluzione tampone in quanto non tiene conto dei cambiamenti politici avvenuti ad Avellino e che sicuramente non assicura discontinuità. Infatti il sindaco di Avellino ha votato contro  l'elezione di Ciarcia ad amministratore unico. Ci auguriamo che i sindaci della provincia vogliano discutere con il Movimento 5 Stelle di una nuova gestione dell'ente...altrimenti si renderanno complici di avere gli stessi problemi solo con dei nomi diversi. L'acqua è un bene prezioso. Va trattata con trasparenza e onestà. Inoltre avevamo chiesto il rinvio dell'assemblea ma non è stato fatto. Non si ascolta il Comune capoluogo”.

L’assemblea dei sindaci dell’Alto Calore, dunque, si è conclusa con importanti decisioni. Innanzitutto sono state accolte le dimissioni del presidente Lello De Stefano che ha concluso il suo lavoro presentando un piano industriale che può consentire al Consorzio di superare la pesante situazione debitoria. Il piano prevede l’intervento della Regione che, con sessanta milioni di euro (venti milioni all’anno), consentirebbe l’ammodernamento delle reti e la collocazione, nei relativi lavori progettuali, di circa 100 unità attualmente in esubero. Ma fondamentale sarà la ricapitalizzazione dell’ente che prevede che i Comuni soci, ciascuno in relazione alla propria quota, nei prossimi cinque anni immettano 25 milioni di euro nelle casse dell’Alto Calore. L’assemblea ha votato come nuovo presidente, anzi amministratore unico, Michelangelo Ciarcia, già tesoriere provinciale del Pd e presidente dei revisori dell’Alto Calore.

Come detto è fallito il tentativo sostenuto dai sindaci di Avellino, Ciampi, (che ha chiesto anche le dimissioni di De Stefano), di Summonte, Giuditta, e di Montella, Capone, per ottenere un rinvio che servisse a fare maggiore chiarezza sui conti e sulle strategie da adottare. È però da osservare che al momento del voto sulla richiesta di rinvio (che è stata respinta) proprio il sindaco di Avellino si è allontanato per precedenti impegni, impedendo di fatto che la sua stessa mozione passasse.

 

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