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    15/11/2018

Parte Controvento, le proposte per una nuova Avellino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_controvento.jpgAVELLINO – Dopo il rinvio di qualche giorno fa causato (ironia della sorte se si tiene conto del nome) dal maltempo, ha preso il via questa sera, nel corso di una pubblica assemblea svoltasi presso il circolo della stampa, l’attività di “Controvento”, l’associazione politico-culturale nata dall’iniziativa di alcuni esponenti della società civile avellinese, in ogni caso vicina al mondo del centrosinistra. Fra i promotori Generoso Picone, Franco Festa, Antonio Boccella, Gennaro Bellizzi, Ugo Santinelli, Ugo Lo Guercio, Antonio Gengaro, Annamaria Pascale.

Dopo un breve ed emozionante filmato, che ha presentato alcuni scorci di Avellino, alternati a personaggi che hanno dato lustro al capoluogo, come il prefetto Antonio Manganelli, il filosofo Aldo Masullo, il critico letterario Carlo Muscetta, i sacerdoti Don Ferdinando Renzulli e Don Michele Grella, il deputato Costantino Preziosi, il meridionalista Guido Dorso, si è entrati nel vivo della discussione introdotta da Franco Festa che ha ricordato il percorso in cui questa idea, nata dall’ex segretario cittadino del Pds Antonio Boccella, si è andata via via sviluppando. Festa ha sottolineato come tanta parte della società avellinese stia progressivamente maturando un fermento verso l’impegno diretto di fronte al degrado progressivo della vita politica cittadina e, in particolare, di fronte alla caduta di qualità del centrosinistra; egli non ha lesinato attacchi, facendo nomi e cognomi di alcuni personaggi ritenuti  tra i responsabili di tale crollo del livello qualitativo, facendo anche cenno alla vicenda delle recentissime elezioni provinciali, consultazione definita quale sorta di operazione di “notabilato”.

A seguire ha preso la parola il giornalista Generoso Picone il quale ha illustrato il manifesto fondativo dell’associazione. Partendo dal racconto di un libro il cui protagonista, dopo anni di silenzio ritrova la volontà di esprimere i propri bisogni, egli ha paragonato a questo personaggio, il gruppo promotore dell’Associazione, un gruppo che ha sentito dopo anni di silenzio di esprimere a voce alta il bisogno di chiedere una nuova città. Nessuna costruzione di una lista civica “ante litteram” in vista di elezioni amministrative, ampiamente prevedibili a breve scadenza; Picone ha invece voluto sottolineare il concetto di “orizzontalità” verso le esperienze che pure esistono all’interno della città e che la nascente associazione auspica possano mettersi in rete ed iniziare un cammino comune, pur nelle reciproche diversità.

L’ex responsabile della redazione avellinese del Mattino ha citato a tale riguardo due esperienze su tutte, il Comitato dei cittadini di Valle e l’associazione solidale Soma, che opera prevalentemente a San Tommaso. Picone ha poi descritto i quattro punti fondanti del programma di “Controvento: 1) la forma della città, il suo aspetto, i servizi di comunicazione in essa presenti; 2) i servizi alla persona, quelli sociali, soprattutto verso i più disagiati, quelli della salute; 3) la città aperta, rispetto a tutti coloro che la raggiungano, siano essi i migranti, ma anche coloro che in città vi giungono per lavoro; 4) le forme della democrazia.

Dopo questa doppia introduzione la parola è passata ai cittadini;  gli interventi sono stati numerosi, al di là delle stesse attese degli organizzatori. Fra i più significativi quello dell’ex vicesindaco Ettore De Socio, che ha dato piena adesione all’iniziativa esprimendo la necessità non tanto di partecipare direttamente a un impegno politico quanto di aiutare i più giovani. Ancora Luca Cioffi che ha ricordato le iniziative già presenti come Soma, concordando sulla necessità di un’azione ancora più incisiva e collegata come quella proposta da “Controvento”. Gianni Festa ha voluto invitare tutti quanti a riscoprire l’importanza dell’indignazione. Gerardo Salvatore, si è invece soffermato sulla necessità di un’azione formatrice dei valori, in particolari di quelli cattolici, la cui  assenza egli ha posto alla base di molta parte del degrado sociopolitico a cui assistiamo. Un tema ripreso da Gennaro Bellizzi che ha invitato tutti a usare i propri “talenti” e a mettersi in gioco, sollecitando in particolare i cattolici democratici, ricordando figure storiche come quelle di Don Giovanni Festa, Don Ferdinando Renzulli e Don Michele Grella ( “il mio maestro” ha sottolineato Bellizzi). Ancora Antonio Gengaro, ha voluto ripercorrere gli ultimi anni della vicenda Comune di Avellino, auspicando il “non ricorso” al dissesto che egli considera una vera e propria morte civile del capoluogo.

Le conclusioni di Franco Festa hanno infine riguardato gli ambiti organizzativi e l’annuncio di prossime manifestazioni su temi specifici.

 

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