Comune: Piano di risanamento o dissesto? Dalla legge di bilancio una risposta sui conti

Sabato 15 Dicembre 2018 14:40 Luigi Basile
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Il commissario prefettizio Giuseppe PrioloAVELLINO – Archiviata l’amministrazione Ciampi, dopo la sfiducia espressa dal Consiglio comunale, a Piazza del Popolo si è aperta la gestione commissariale. Il principale nodo che il dirigente inviato dal Viminale, Giuseppe Priolo, dovrà sciogliere è quello relativo ai conti dell’ente.

Il Comune non ha ancora approvato gli equilibri di bilancio e non dispone di un piano di risanamento del disavanzo. La giunta Cinque Stelle infatti non si era preoccupata di approntare una terapia per gestire le criticità, avendo puntato esclusivamente sull’ipotesi della dichiarazione di dissesto, che difficilmente sarebbe stata approvata dall’assemblea municipale, soprattutto senza una validazione tecnica, considerato che il ragioniere capo si era espresso a favore di un piano di rientro in quindici anni.

Nemmeno la relazione chiesta irritualmente ai revisori dei conti è servita a risolvere il dubbio sulla strategia da adottare. L’organismo di controllo si è limitato a fotografare la situazione data e, come era suo compito, a provare a ricostruirne le cause. Priolo, dal canto suo, aveva affidato al subcommissario Mario Tommasino, che si era già occupato del consuntivo 2017, l’impegno di approfondire il problema. Ma, inaspettatamente, il dirigente prefettizio ha rassegnato le dimissioni, per ragioni personali. Non è chiaro cosa sia successo, ma non è improbabile che a causare lo strappo siano state differenze di valutazione sul da farsi.

Sin dalla chiusura anticipata del mandato è apparso evidente che la gestione dell’amministrazione cittadina fino alla prossima scadenza elettorale, dopo le clamorose conflittualità e polemiche registrate durante i cinque mesi del governo Ciampi, sarebbe stata una questione delicata.

Anche la definizione di una squadra, costituita da un commissario e da altri due delegati (il subcommissario ed il viceprefetto vicario di Avellino, Silvana D’Agostino), in parte nominata dalla prefettura ed in parte dal ministero degli Interni, è sembrata una conferma di questo timore, quasi una necessità di dover creare pesi e contrappesi per mantenere gli equilibri su un caso amministrativo finito nel mirino della politica non solo locale, ma anche nazionale. Una patata bollente, diventata tale ben al di là delle reali difficoltà da affrontare, affidata a dirigenti tutti di indiscutibile caratura.

Dopo le dimissioni di Tommasino, a Palazzo di Città è subentrato il nuovo subcommissario, Agostino Anatriello, al quale spetterà l’onere di approfondire la situazione finanziaria del Comune ed indicare una soluzione. In concreto le opzioni sarebbero due: la strada del piano di risanamento, supportata dal dirigente del settore, o quella del dissesto. Quest’ultima però al momento non è all’ordine del giorno. Difficilmente un commissario potrebbe decidere sua sponte di dichiarare l’insolubilità del Comune, con tutte le conseguenze che comporta, compresi i ricorsi al Tar dei componenti la giunta Foti, la cui gestione verrebbe messa in discussione, e dei creditori dell’ente.

Per allentare tensioni e pressioni, Anatriello ha subito fatto sapere che non ci sarà alcun provvedimento prima di febbraio. Il tempo necessario anche ad accertare che i proventi destinati al fondo di rotazione per i Comuni che avviano il percorso di risanamento vengano effettivamente inseriti nella legge di bilancio del governo nazionale, così come annunciato dall’esecutivo.  In tal caso, all’amministrazione del capoluogo irpino potrebbero essere assegnati 8 milioni di euro, con l’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale, il cosiddetto predissesto.

Ma, al di là di come andrà a finire la vicenda, tutte le forze politiche stanno già sondando il terreno per prepararsi per la prossima campagna elettorale di primavera. Allo studio liste, alleanze e candidature per una competizione che si prevede, ancora una volta, infuocata.