www.giornalelirpinia.it

    18/07/2019

Zamberletti e il sistema della Protezione civile

E-mail Stampa PDF

Giuseppe ZamberlettiAVELLINO – Si svolgeranno domani a Varese, nella basilica di San Vittore, i funerali di Stato in onore di Giuseppe Zamberletti. La Provincia di Avellino, che ha disposto l’esposizione a mezz’asta della bandiera nella giornata di domani, sarà presente con la consigliera Rosanna Repole. Qui di seguito l’articolo di Stefano Sorvino.

*  *  *

La scomparsa, all'età di ottantacinque anni, dell'on.le Giuseppe Zamberletti suscita profondo cordoglio in Irpinia, intrecciandosi con la memoria della drammatica vicenda del terremoto del 1980 e della travagliata fase di superamento dell'emergenza, ed anche tra i cultori e gli operatori della Protezione civile che riconoscono in lui la figura di padre storico dell'odierno modello.

Zamberletti, di origine varesina, amministratore locale, è stato deputato della Democrazia cristiana per oltre un ventennio (dal 1968 al 1987), più volte al governo come sottosegretario all'Interno ed agli Affari esteri e poi ministro per la Protezione civile dal 1981 al 1982 – seguito nell'incarico di nuova istituzione da Loris Fortuna e Vincenzo Scotti - e dal 1984 al 1987, sostituito discutibilmente da Remo Gaspari, in un avvicendamento di governi, proprio all'indomani della tracimazione in Valtellina. È stato anche ministro dei Lavori pubblici nel sesto governo Fanfani nel 1987, esperto in materia di infrastrutture, ed ha continuato a seguire sino all'ultimo le problematiche della protezione civile, ricoprendo all'attualità il ruolo di presidente onorario della Commissione nazionale Grandi rischi.

La sua vicenda si salda fondamentalmente alle esperienze di commissario delegato consumate per il terremoto del Friuli del maggio 1976 e, soprattutto, della Campania e Basilicata del 23 novembre 1980, territori verso cui ha maturato un radicamento affettivo ed in cui è rimasto positivamente impresso nella memoria collettiva. Zamberletti, pur non disponendo di una formazione professionale di particolare rilievo, si è affermato sul campo come amministratore di eccezionale concretezza e capacità realizzativa, di sano pragmatismo con forti attitudini organizzative, dimostrate sia nelle gestioni emergenziali che nella graduale costruzione di un nuovo e più adeguato modello di Protezione civile, e quindi all'altezza dei tempi rispetto allo schema obsoleto dei decenni precedenti.

La sera del 6 maggio 1976 un devastante terremoto investiva la parte settentrionale della provincia di Udine, con epicentro tra Gemona ed Artegna, determinando quasi novecento vittime e gravi danni amplificati dalle particolari condizioni di quel territorio accidentato e montuoso. Il governo Andreotti nominava il sottosegretario all'Interno Zamberletti commissario straordinario, incaricandolo di gestire l'emergenza che riusciva a fronteggiare con efficacia e tempestività, anche grazie al supporto dei reparti dell'Esercito stanziati in loco e con la collaborazione dei sindaci di quell'area del Friuli.

Nel luglio 1979 guidava la missione italiana nei mari del Vietnam per soccorrere i naufraghi espulsi da quel Paese, con gli incrociatori Vittorio Veneto ed Andrea Doria e la nave appoggio Stromboli della Marina militare. La flotta rientrava in Italia il 20 agosto 1979, a missione umanitaria felicemente compiuta, con oltre novecento naufraghi vietnamiti che venivano ospitati in Italia ed avviati al lavoro.

L'esperienza di Zamberletti in Friuli, particolarmente riuscita anche perché incrociata con condizioni strutturalmente favorevoli, si ripeteva nel più tragico scenario interregionale del terremoto del 1980, con risultati significativi ancorché calati in un contesto storicamente complesso e controverso, che sarebbe stato connotato da luci ed ombre.

All'indomani della catastrofe, quando iniziavano a profilarsi le drammatiche insufficienze della macchina dei soccorsi ad intervenire su un territorio così esteso ed accidentato – censurate dalla traumatica esternazione del presidente Pertini – il governo Forlani, su proposta del ministro dell'Interno Rognoni, procedeva come misura prioritaria alla nomina del sottosegretario Zamberletti quale commissario straordinario inviato in loco a dirigere i soccorsi.

Il commissario plenipotenziario veniva dotato, con decreto legge, di estesi poteri di coordinamento e direzione unitaria degli interventi di emergenza e per l'avvio della ripresa, con un ampio portafoglio di spesa e facoltà di deroga alle norme ordinarie. Infatti, secondo l'art. 1 del decreto legge 26/11/1980, n. 776, il commissario nominato "assume ogni iniziativa ed adotta, anche in deroga alle norme vigenti, ogni provvedimento opportuno e necessario per il soccorso e l'assistenza alle popolazioni interessate e per gli interventi necessari per l'avvio della ripresa".

Il sottosegretario lombardo, supportato da una struttura interforze e dal nuovo prefetto di Avellino Carmelo Caruso, assumeva il comando delle operazioni, insediando a Napoli il centro operativo ed alloggiando nella foresteria dell'aeroporto di Pontecagnano per spostarsi celermente in elicottero nei Comuni terremotati. Zamberletti agiva con pieni poteri ed instancabile capacità di iniziativa, supportato da una robusta organizzazione articolata in centri operativi, di settore, provinciali e commissariali, coordinati dalle prefetture che indirizzavano l'azione dei reparti operativi di soccorso, in stretto raccordo con i sindaci dei comuni.

Egli diventava così il principale protagonista del post-terremoto del 1980, per circa un anno e mezzo, estendendo successivamente il suo ruolo da quello di Alto commissario al nuovo incarico di ministro senza portafoglio per la Protezione civile, da cui organizzava il rinnovato sistema che andava configurandosi a livello nazionale sulla base dell'esperienza campana.

Il commissariato di Zamberletti per le zone terremotate veniva prorogato sino alla fine del 1981, in modo da gestire la delicata transizione dalla prima emergenza al suo progressivo superamento, impostando poi le linee essenziali dell'opera di ricostruzione, con l'analisi dei danni, la classificazione dei Comuni, la scelta della fabbricazione pesante, l'ordinanza 80 per la riattazione degli edifici e l'impostazione della legge 219, volta ad un disegno di sviluppo industriale oltre che alla riorganizzazione urbanistica ed alla riedificazione degli abitati colpiti.

L'azione di Zamberletti viene generalmente apprezzata nel giudizio storico-politico sia per l'onestà e correttezza che l'ha contraddistinta che per l'efficacia e concretezza della sua impostazione, anche se la classe politica irpina del suo stesso partito gli rimproverava la condiscendenza rispetto alle pressioni dell'area metropolitana di Napoli, volta a dilatare le provvidenze del terremoto a danno del più effettivo ed impellente fabbisogno di ricostruzione delle aree interne.

L'opera di Zamberletti da ministro è risultata fondamentale nella rifondazione dell'ordinamento e del sistema della Protezione civile italiana, con la nascita del Dipartimento centrale presso la presidenza del Consiglio, inizialmente diretto dall'irpino Elveno Pastorelli, dirigente generale dei vigili del fuoco. Zamberletti ha posto le basi della nuova normativa, poi codificata dalla legge n. 225/1992, con la introduzione di importanti innovazioni, tra cui l'istituzionalizzazione delle attività di previsione e prevenzione, l'organizzazione policentrica e multilivello del servizio nazionale nella pluralità di componenti e strutture, l'articolazione territoriale con la piena valorizzazione delle autonomie e del volontariato.

In conclusione Zamberletti, pioniere e rifondatore della Protezione civile oltre che "commissario delle emergenze", deve essere ricordato come amministratore capace ed integerrimo, uomo politico competente ed operativo, governante risolutore dei problemi, che ha saputo servire nelle circostanze più drammatiche le comunità e le istituzioni pubbliche in nome del bene comune.

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Chime

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com