L’annuncio/«Comune verso la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale»

Martedì 26 Marzo 2019 18:18 Red.
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Da sx: D'Agostino e PrioloAVELLINO – “La gestione commissariale è iniziata, come è noto, a fine novembre 2018. Nella delicata fase successiva allo scioglimento del Consiglio comunale ha doverosamente e prioritariamente indirizzato la propria azione a definire le misure necessarie per superare la conclamata situazione di crisi economico-finanziaria dell’ente risultato in condizioni strutturalmente deficitarie.  A tal fine è stata avviata ed effettuata una difficile ma puntuale e dettagliata ricognizione delle cause dello squilibrio e della portata quantitativa e qualitativa del deficit, muovendo formalmente dal dato consolidato ufficializzato del rendiconto di gestione dell’anno 2017”. Così ha iniziato il suo intervento, nell’annunciata conferenza-stampa sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Avellino, il commissario straordinario Giuseppe Priolo collaborato da tutto lo staff composto dai commissari Silvana D’Agostino e Francesco Ricciardi, dal responsabile del settore Finanza Gianluigi Marotta, dai revisori dei conti.

“L’esito della ricognizione – ha spiegato Priolo – ha indotto a ritenere possibile e praticabile il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale previsto dall’articolo 243 bis del testo unico degli enti locali supportata dal ricorso al fondo di rotazione di cui all’articolo 243 ter azionabile dall’ente in relazione alla propria capacità d’indebitamento che risulta allo stato utilizzata per una percentuale addirittura inferiore al 50% di quella massima prevista dalla legge”.

“Ho detto possibile praticabile: aggiungo che riteniamo il ricorso a tale procedura assolutamente doveroso nell’ottica della responsabilità, nel rispetto che dobbiamo alla comunità  che siamo stati chiamati ad amministrare. Si tratta di una scelta suffragata da dati certi e obiettivi, provenienti dal rendiconto del 2017 già formalizzato, ma anche da quello del 2018 che andremo a formalizzare nei prossimi giorni oltre che dalle ragionevoli previsioni dell’andamento dei flussi finanziari dell’anno 2019 e di quelli seguenti”.

“Si tratta – ha sottolineato il prefetto Priolo – di una scelta ragionevole e sostenibile in rapporto alla possibilità di reperire le risorse necessarie che possono e debbono essere acquisite dalla stessa struttura dell’ente migliorando naturalmente la propria capacità gestionale e prioritariamente conseguendo un aumento della percentuale di riscossione dei crediti. Si tratta di una scelta che vuole offrire piuttosto che precludere concrete possibilità di crescita e di investimento che possono derivare anche dalla possibilità di accesso al credito risultata, come detto, ampia e sostenibile. Si tratta dunque di una scelta di responsabilità e di rispetto, ma anche di un’apertura di credito verso la città di Avellino e verso i suoi rappresentanti che dopo di noi saranno chiamati ad amministrare l’ente. In tale ottica andremo ad approvare da oggi e fino alla completa definizione la complessiva manovra finanziaria e di bilancio e le conseguenti misure organizzative e strutturali che riteniamo necessarie e che saranno sottoposte, per le previste verifiche, agli organi competenti, in primis Corte dei conti e ministero dell’Interno".

“Oggi approviamo la manovra tariffaria che si limiterà esclusivamente agli adeguamenti imposti dalla legge. Non è prevista nessuna svendita dei tesori di famiglia, ovvero alienazione indiscriminata del patrimonio pubblico. Il piano delle alienazioni del patrimonio disponibile che sarà allegato al bilancio non è assolutamente riconducibile al piano di rientro che andremo a proporre. Approveremo pressoché contestualmente il bilancio di previsione per l’esercizio in corso e senza attendere il termine del 30 aprile, il conto consuntivo per l’anno 2018, nell’ottica di palesare unitariamente e in modo chiaro ed assolutamente veritiero, come vuole giustamente la Corte dei conti, lo stato finanziario dell’ente. Sarà parte integrante e parallela della complessiva manovra di bilancio il riconoscimento e la copertura dei debiti fuori bilancio come quantificati a seguito della scrupolosa ricognizione effettuata e del disavanzo emerso”.

“Nella consapevolezza delle carenze, talora della inadeguatezza della macchina amministrativa,  intendiamo procedere ad una riorganizzazione della struttura che ne preveda il potenziamento rispetto all’attuale, grave carenza di organico: potenziamento nei limiti possibili, razionalizzazione, al fine di renderla efficace, adeguata alle esigenze che saranno e sono ancor più pressanti in relazione all’attuazione del piano pluriennale di riequilibrio”.

“Attivato formalmente il ricorso alla procedura di cui all’articolo 243 bis del Tuel intendiamo deliberare, assumendone la responsabilità, il piano strutturale di riequilibrio finanziario pluriennale (Non attenderemo il decorso dei 90 giorni previsto dalla norma). Piano strutturale di riequilibrio finanziario pluriennale che limiteremo, anche in ragione della pronuncia della Corte costituzionale del 14 febbraio 2019, ad un arco temporale di gran lunga inferiore ai 15 anni previsti dalla legge”.

“Una ultima annotazione: si è parlato di fuga dalle responsabilità dei commissari. Ogni opinione, ogni polemica è possibile, è lecita. Noi non siamo qui per farne né per alimentarne ben consapevoli del ruolo istituzionale e della portata del nostro mandato. Sia consentita soltanto una considerazione: se scelta di comodo avesse voluto fare questa gestione avrebbe potuto facilmente dichiarare il dissesto già dopo un mese dal proprio insediamento. In questo caso avrebbe affidato ad altri – organismo di liquidazione, Corte dei conti, Finanza locale, ministero dell’Interno – ogni problematica relativo al passato ed avrebbe potuto limitarsi a gestire una limitatissima ed ordinaria amministrazione senza assumere responsabilità o comunque limitando quelle più gravose. Di certo, la situazione del Comune di Avellino è difficile: impone scelte e comportamenti di rigore e di sacrificio per tutti, in primis per la struttura comunale, e quindi per gli amministratori, ma la consapevolezza di tali difficoltà, la problematicità delle azioni, dei rimedi, la complessità dei correttivi necessari non possono, non debbono indurre a cercare scorciatoie e a considerare il dissesto finanziario quale sola ed unica soluzione per arginare la criticità economico-finanziaria dell’ente. Questa sì sarebbe una fuga dalle responsabilità”.