AVELLINO – “Abbiamo alle spalle anni devastanti non solo per questa città ma anche per la politica e il centrosinistra. Abbiamo provato in questa settimane a mettere insieme le tradizioni culturali, le figure più rappresentative, abbiamo con gli amici di Controvento provato a tirare il meglio del mondo progressista. Ho l’impressione che prevalgano ancora convenienze, le comodità del momento. Noi restiamo fedeli a questo approccio: c’è bisogno in questa città, in questo territorio, di una discontinuità totale rispetto a ciò che è avvenuto, e questo riguarda soprattutto il campo del centrosinistra. Anche perché nei mesi scorsi il voto che ha premiato i Cinque Stelle non è stato frutto del caso, è stato il frutto di anni di deriva mercantile, di limiti enormi dell’esperienza amministrativa del centrosinistra rispetto alla quale noi dobbiamo cambiare assolutamente pagina”.
Queste le prime considerazioni, dinanzi a taccuini e microfoni, di Amalio Santoro subito dopo la sua designazione quale candidato a sindaco di Avellino per il centrosinistra alternativo come deciso questa sera dall’assemblea promossa dall’associazione Si Può.
“Ci proviamo a fare questo, fino all’ultimo proveremo – spiega ancora Santoro, 58 anni, medico, originario di Castelfranci – a dialogare anche con altre espressioni del centrosinistra, non c’è la presunzione di avere in tasca tutte le verità. C’è però l’esigenza di testimoniare che un’alternativa appunto c’è, che la politica non è solo la convenienza del momento, non è la capacità di cogliere l’attimo fuggente. È anche la costruzione di una prospettiva di valore e, perché no, anche il valore di un sacrificio”.
A sostenere la candidatura di Santoro, oltre Si Può, ci sono Rifondazione comunista e Possibile mentre rimarrebbero fuori i Popolari che questa sera non erano presenti all’incontro.
“C’è un gruppo di persone, di amici, di espressioni nel campo progressista che si candida a tenere accesa la speranza del cambiamento. E quindi siamo pronti a dialogare con tutti quelli che vogliono stare a questa altezza. Se il problema è invece di accaparrarsi un assessorato, uno strapuntino di potere con noi difficilmente si riesce a discutere. Io mi auguro insomma – sottolinea ancora Santoro – che nel nostro mondo, nel campo del centrosinistra prevalga questa consapevolezza, questa è l’occasione per provare a rimettere insieme il meglio delle tradizioni culturali, il meglio della classe dirigente del centrosinistra: fino all’ultimo noi ci proveremo”.
Il Pd - “Io sono il primo democratico di questa provincia, un democratico senza tessera. Purtroppo il Pd in Irpinia è un non luogo, non è mai esistito, dalla primarie farlocche del 2008 ai congressi truccati è stata una deriva inarrestabile fino ad affidarsi al primo che passa. Adesso si appoggiano ad espressioni civiche ambigue per provare a rigenerarsi, ma è difficile rigenerare qualcosa che non c’è o non c’è mai stato. D’altronde la presunta classe dirigente del Partito democratico la conosciamo: erano un po’ le ultime file dei partiti fondatori, gente che ha solo frequentato un po’ i sottoscala del potere, insomma. Non credo che da lì venga la salvezza, noi abbiamo bisogno di ben altro. Su questa strada il Pd condanna se stesso, condanna la città, spreca l’ennesima occasione, la politica è fatta di occasioni possibili. Io mi auguro che fino alla fine ci sia lo spazio per poter rimettere insieme le energie migliori, ho però l’impressione che da lì non arriveranno parole di liberazione”.
Il programma – “Ci lavoreremo meglio in questi giorni nel momento in cui saremo convinti fino in fondo di dover affrontare la battaglia. Potrei dire con uno slogan, c’è una bella espressione che si usa in alcuni ambienti del mondo cattolico, dal “pane e dalla grazia” (Giorgio La Pira, ndr), dall’essenziale, dall’ordinario e da una grande tensione ideale. Questa città ha bisogno anche di cose semplici prima di immaginare grandi progetti. Potrebbe essere Avellino un po’ la città del buon vivere se riuscissimo anche ad avere finalmente una scuola che non crolla sulla testa dei nostri ragazzi, un traffico un poco più accettabile, una sanità un po’ più decente su cui anche un’amministrazione comunale può spendere una parola: partirei da lì, da quello che serve soprattutto alla città sofferente perché poi mente si parla di eccellenze c’è un pezzo di comunità che muore. Su questo un centrosinistra all’altezza della sfida dovrebbe far sentire la sua voce”.
Aggiornamento del 18 aprile 2019, ore 18:21 - Sabato 20 aprile 2019, alle ore 11.00, presso il Tennis club “Le Querce” – Strada comunale Vallone dei Lupi n. 1, si svolgerà la conferenza stampa del dott. Amalio Santoro, candidato a sindaco di Avellino per la lista “CentroSinistra-SiPuò” .
