AVELLINO – Mentre a Piazza del Popolo si attende la proclamazione degli eletti, il nuovo sindaco di Avellino, Gianluca Festa, è già al lavoro per la formazione della giunta e per la definizione dei primi atti amministrativi da licenziare non appena sarà insediato.
Archiviata la campagna elettorale, che si è conclusa con la vittoria del rappresentante della coalizione civica (che ha raccolto il 51,52% dei voti espressi), dopo il ballottaggio con il candidato del centrosinistra, Luca Cipriano, si prova a guardare in avanti, lasciandosi alle spalle il clima di tensione e di veleni che si è registrato durante la campagna elettorale.
«Sarò il sindaco di tutti. La competizione elettorale è terminata. C’è stato un confronto fin troppo aspro. Siamo stati – ha precisato Festa – il bersaglio di duri attacchi e colpi bassi ai quali non abbiamo reagito. Adesso è tempo di lasciarci le polemiche alle spalle».
Non è mancata però una valutazione sull’esito della tornata elettorale e sullo schieramento avversario: «Abbiamo vinto da soli contro il sistema di potere. Dall’altra parte c’erano le reti clientelari, le forze economiche e la vecchia nomenclatura politica, da Mancino ad Enzo De Luca, fino a D’Amelio. Ma anche il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, l’assessore regionale Fortini, dirigenti di enti locali, come l’Alto Calore, ed i vertici della sanità irpina, che sono entrati a gamba tesa in questa competizione. Da questa sfida, tutti loro sono usciti sconfitti. Una vera e propria liberazione per Avellino. I cittadini hanno scelto di disfarsi della cappa che da decenni sovrasta il capoluogo, soffocandolo».
Ma adesso è tempo di rimboccarsi le maniche, come ha sottolineato il primo cittadino: «Non sarà un cammino semplice, soprattutto a causa delle limitate risorse finanziarie del Comune, ma con una squadra di governo competente e determinata ed una maggioranza coesa siamo pronti ad affrontare la sfida, per raggiungere i risultati sperati».
Sono state poi indicate le priorità di governo: «Partiremo dalla riorganizzazione della macchina comunale. L’obiettivo è la valorizzazione delle energie presenti, per renderla più efficiente. Ci occuperemo poi dell’allestimento del programma del Ferragosto. Inoltre, rimoduleremo immediatamente il contratto con IrpiniAmbiente. Voglio trasferire per intero all’azienda pubblica la competenza sulla manutenzione del verde. Grazie ai risparmi ottenuti con la raccolta differenziata, infine, avvieremo un piano di interventi sugli alloggi comunali, per migliorarne le condizioni di abitabilità. Le nostre prime iniziative, dunque, saranno rivolte alla vivibilità quotidiana».
Il rappresentante della coalizione di centrosinistra, Luca Cipriano, dal canto suo, ha manifestato la propria amarezza per il responso delle urne: «Forte è la delusione perché avevamo elaborato un programma ambizioso, innovativo, utile, moderno. Volevamo semplicemente dare una mano alla nostra città. Alla luce del sole, senza ipocrisie, senza altri fini. Ma non è bastato. Sono comunque onorato di aver risvegliato un sentimento, fiero di averlo fatto con passione ed energia. Adesso al sindaco Gianluca Festa il compito di guidare una città che chiede risposte reali, limpide, oneste, per tutti. Rispettiamo i vincitori e attendiamo da loro le soluzioni giuste per noi avellinesi».
Intanto, nel centrosinistra, ed in particolare nel Pd, è tempo di bilanci e valutazioni. La segreteria provinciale, guidata da Giuseppe Di Guglielmo, uscita sconfitta dal confronto, non sembra però intenzionata a cedere il passo alle componenti interne che non hanno condiviso la linea dell’esecutivo del partito, in mano all’area D’Amelio, con il sostegno dei franceschiniani vicini all’ex senatore Enzo De Luca.
Si avvicina, dunque, la resa dei conti. Mentre l’attuale maggioranza punta ad un congresso straordinario, decariani, Festa, ma anche pezzi che alla fine hanno sostenuto l’accordo elettorale sancito da Di Guglielmo, chiedono un passo indietro della segreteria provinciale ed il commissariamento della federazione irpina.
