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    18/01/2020

Regionali, prove di dialogo nel segno dell’innovazione

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Da sx: Petitto, De Mita jr, Chiuso, Nannicini e La Verde

MERCOGLIANO – Prove di alleanze e di intesa in vista delle Regionali della prossima primavera per il rinnovo dell’assise regionale campana e l’elezione del nuovo governatore. Ancora, naturalmente, non si scoprono del tutto le carte come è accaduto questa sera alla tavola rotonda promossa dall’associazione Ora Avellino e svoltasi nella sala convegni del palazzo abbaziale di Loreto di Mercogliano. Ufficialmente si è discusso di welfare e sviluppo del territorio con un dibattito sull’accattivante tema “Innovazione e politiche per il benessere economico e sociale delle future generazioni e comunità locali” ma, in sostanza, l’occhio politico era puntato sulla scadenza elettorale regionale e sul percorso da portare avanti.

“Ho letto letture surreali in merito alla nostra presenza a questa iniziativa, davvero mi pare che qualcuno abbia disturbi percettivi della realtà. Noi siamo completamente estranei - ha spiegato Giuseppe De Mita - alle vicende del Partito democratico, a dinamiche interne molto confuse, sicuramente non ci infiliamo in una discussione che non ci riguarda. Noi siamo impegnati nella costruzione di un disegno politico che provi a misurarsi con le difficoltà, e direi con le difficoltà soprattutto sotto il profilo culturale: noi alla prova storica, almeno di questo ultimo lustro, stiamo verificando che tutte le ipotesi di cambiamento costruite in maniera superficiale sull’onda dell’emotività non hanno dato una particolare svolta al nostro Paese per cui per noi il punto di partenza è quello di recuperare un’ispirazione culturale, la nostra è quella del cattolicesimo democratico che interroga innanzi tutto noi stessi sotto il profilo della qualità delle risposte che diamo alle persone, al loro disagio, alla loro angoscia. E siamo impegnati nella costruzione di un movimento politico autonomo che riesca a misurarsi con le condizioni del presente. In questo percorso - ha spiegato Giuseppe De Mita - dialoghiamo con tutti quelli che hanno la voglia, il desiderio di farlo, direi a sinistra come a destra, perché sarebbe un grande errore mettersi di traverso a un movimento nella pubblica opinione molto diffuso, alimentato dalla paura. Così come noi abbiamo sempre distinto le motivazioni di chi votava Grillo dalla fenomenologia del grillismo: io distinguerei le motivazioni di chi vota Lega dalla fenomenologia di Salvini. Chi vota Lega esprime una condizione di paura rispetto alla quale non bisogna mettersi in una posizione di opposizione, ma in una posizione di comprensione per cui noi dialoghiamo anche nella prospettiva della costruzione di un nostro autonomo disegno. Punto”.

“Direi che il punto di partenza di una forza politica che vuole fondarsi su di una propria prospettiva – ha ancora dichiarato De Mita jr – potrebbe anche essere quello di una posizione autonoma non per mettersi a giocare sul mercato delle candidature o degli accordi, ma per segnalare alle altre forze politiche che c’è una posizione che non è di appendice, non è cortigiana, è una posizione politica autonoma che cerca un proprio spazio di rappresentanza nella pubblica opinione. Se poi si costruiscono le condizioni di dialogo credo che sia un bene, ma in assenza di questa condizioni io in astratto non escluderei una posizione del tutto autonoma anche dal punto di vista delle candidature. Poi non incrociamo le elezioni, che sono sempre un momento di verità, ma non ci organizziamo per fare solo una lista, ci organizziamo per dare vita ad un movimento politico che, poi, esprimerà una lista, ma il punto di partenza è il movimento politico”.

E ancora: “Noi non ci mettiamo in una posizione mercantile, noi cerchiamo di capire quello che accade. Del resto, mi pare del tutto evidente che tutte le forze politiche si stiamo misurando con le proprie contraddizioni e con le proprie difficoltà. Il Partito democratico risolve questo punto di contraddizione con un’iniziativa che rischia di essere un espediente: la proposta di Zingaretti di dar vita ad un partito nuovo. Credo che tutti siano in una condizione di difficoltà, nessuno è estraneo, e del resto nemmeno io vedo un perimetro di centrodestra e di centrosinistra: se noi proviamo a ricordare il tipo di lettura che facevamo del quadro politico italiano prima del mese di luglio scopriamo che era una lettura molto superficiale o, comunque, se non superficiale, una lettura che non si ritrova con quello che sta accadendo oggi. Noi poniamo la nostra posizione quasi come sfida, come condizione che faccia emergere i punti di contraddizione degli altri. Non si falle le elezioni regionali per far vincere uno, si fanno le elezioni regionali per affrontare i problemi della Campania. Noi ci mettiamo in questa posizione che non è  un indifferentismo amorale o apolitico, è esattamente il contrario”.

“Quello che interessa a noi – ha poi sottolineato l’ex presidente del Consiglio comunale di Avellino Livio Petitto, fondatore di Ora Avellino e aspirante candidato consigliere regionale – è appoggiare un candidato che si faccia promotore di risolvere i problemi della nostra terra. Fino ad oggi abbiamo ascoltato tante parole ma veramente pochi fatti. L’importante è che io darò una mano alla coalizione di centrosinistra. Ovviamente noi saremo attenti a quelle che saranno le evoluzioni interne, come lo sono state in passato, dalla Margherita al Partito democratico, lo saremo nel prossimo futuro se ci sarà la necessità, se tutto il partito deciderà appunto di voltare pagina e di aprirsi maggiormente a quelle che sono le forze riformiste di sinistra del nostro Paese”.

“Per quanto mi riguarda c’è prima la necessità di parlare dei programmi, di un progetto serio per le aree interne che in questi cinque anni sono state un po’ messe da parte ad appannaggio della fascia costiera, poi capire con chi, quindi trovare una condivisione con il Movimento 5 Stelle, de Magistris, Italia viva, che comunque stanno prendendo le distanze, inspiegabilmente per quanto mi riguarda, nei confronti del governatore, e cercare appunto di fare sintesi ed arrivare compatti e giocarcela fino in fondo per cercare di evitare la deriva sovranista e populista delle destre”.

A portare i saluti è stato il sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio mentre gli interventi sono stati di Mimma Chiuso e Stefano La Verde. Ha chiuso i lavori, moderati dal giornalista Enzo Di Micco, il senatore del Pd Tommaso Nannicini: “De Luca è  un grande amministratore, adesso dobbiamo partire dal progetto, capire qual è il progetto che le forze del centrosinistra devono offrire ai cittadini della Campania”.

 

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