Ingroia: «Spazziamo via la vecchia politica»

Domenica 03 Febbraio 2013 23:11 Red.
Stampa

Antonio IngroiaAVELLINO – È giunto in città dopo un tour cominciato in mattinata a Pomigliano d’Arco e concluso in tarda serata a Benevento. Ma nonostante la stanchezza, Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, è più carico che mai. E ne ha un po’ per tutti: da Bersani «che ieri ha ammesso di aver fatto un patto con Monti» a Vendola «che usa il centrosinistra come un taxi per andare in Parlamento», da Monti «un impiegato delle banche» a Berlusconi  «uno che continua a raccontare barzellette agli italiani». Ma anche Grillo non è immune da critiche: «Ha rifiutato il dialogo con noi dimostrandosi un mestierante della politica».

L’ex procuratore aggiunto di Palermo è stato accolto, in un centro sociale «Samantha Della Porta» stracolmo, dai responsabili provinciali di Rifondazione Comunista, Tony Della Pia, dei Comunisti Italiani, Giovanni Sarubbi, dai candidati irpini in corsa per il Parlamento, Katia Renzulli, Rosalba Capone, Maria Felicia di Pietro e Antonio Michele Solazzo. In sala anche Sandro Ruotolo, numero uno nel collegio Campania 2, e Sergio D’Angelo che guida la lista per Palazzo Madama.

«Io nella Rivoluzione Civile ci credo – ha detto Ingroia. E vedere tanta gente mi fa ben sperare. So che anche voi sperate, ma la vostra speranza è accompagnata dalla preoccupazione. Perché la politica vi ha deluso  troppe volte. Ma sappiate che ha deluso anche me: è per questo che sono  qui».

Poi il programma, strutturato in dieci punti che coprono tutte le aree di interesse del contenitore politico fortemente voluto dal magistrato palermitano: «Ho capito che era venuto il momento di dire la nostra, per mettere da parte la vecchia politica». Due le proposte concrete per innescare il motore dello sviluppo economico e sociale: «Un Alto commissariato di ricerca e confisca dei patrimoni di evasori fiscali e corrotti sul modello di quello con il quale si colpiscono i patrimoni mafiosi e la costituzione di un Istituto di credito nazionale che intercetti le migliaia di miliardi che la Bce concede ai privati». Perché, né è convinto Ingroia, «la legalità e lotta alla mafia possono essere i veri volani dello sviluppo nel nostro paese».

Prima dell’intervento del candidato premier un operaio Irisbus ha letto un breve comunicato nel quale ha chiesto l’impegno di Ingroia rispetto alle istanze dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Flumeri: «Da magistrato – ha replicato Ingroia – potevo fare poco per la vostra causa, ma una volta in Parlamento potrò fare molto di più».