Biodigestore a Chianche, Montefusco: «Grave e preoccupante la decisione dell’Ato»

Giovedì 16 Luglio 2020 14:45 Red.
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Roberto MontefuscoAVELLINO – La decisione del Consiglio d'ambito dell'Ato rifiuti di individuare il sito di Chianche  per l'allocazione di un impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti rappresenta un fatto grave e preoccupante. Tale orientamento – dichiara in una nota Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana – si fonda sulla valutazione di una presunta commissione tecnico-scientifica sulla cui neutralità e terzietà più di un dubbio è stato sollevato e a cui nessun potere di indirizzo era attribuibile.

Nel merito della scelta prendiamo atto che sono state ignorate le istanze di tanti cittadini, amministratori, operatori economici dell'area, a partire dagli imprenditori vitivinicoli che sollevano il tema delle pesanti ricadute di tale operazione sul territorio, a cominciare dall'enoturismo, dal rischio paventato di abbandono del territorio stesso da parte di alcune di queste imprese che rappresentano un pezzo essenziale e qualificante dell'intera economia provinciale.

I rilievi posti sulla viabilità di un'area non predisposta a sostenere l'impatto della realizzazione e del funzionamento di un biodigestore, sulla circostanza dell'ubicazione dell'impianto in una zona già duramente colpita da problematiche ambientali, sul depauperamento a cui andrebbe incontro quel territorio avrebbero meritato ascolto e prudenza.

Sul piano politico ancora una volta ci troviamo di fronte ad un Pd irpino che evidenzia le proprie contraddizioni e la propria incapacità di avere una linea univoca su temi così rilevanti per il destino delle comunità.  Si ha la sensazione che anche su questa materia siano prevalenti posizionamenti e interessi relativi alla prossima campagna elettorale per le Regionali piuttosto che il bene di questa provincia.

Noi sosterremo tutte le iniziative che i comitati e i soggetti coinvolti vorranno mettere in campo per scongiurare una ipotesi dannosa e sbagliata, per difendere un patrimonio dell'Irpinia e della Campania.