AVELLINO – Il Pd e gli alleati di centrosinistra sono impegnati a chiudere le liste per le Regionali, mentre il centrodestra prova a recuperare il ritardo accumulato nella disputa interna per la figura apicale. Spetterà al commissario provinciale dei Democratici, Aldo Cennamo, trovare una sintesi tra le proposte in campo. La segreteria regionale, guidata da Leo Annunziata, di concerto con i cinque responsabili provinciali del partito, ha fissato un primo ed unico paletto: gli uscenti saranno tutti confermati.
La presidente del Consiglio regionale Rosa D’Amelio ed il consigliere Maurizio Petracca pertanto sarebbero già reclutati. Il secondo però viene contestato dalla componente franceschiniana, che fa riferimento all’ex senatore Enzo De Luca, e dall’area del deputato sannita, Umberto Del Basso De Caro, perché eletto tra le file dei Popolari di Ciriaco De Mita. Ma il diretto interessato risponde sostenendo di essere approdato in un momento delicato per il partito e mentre altri promuovevano, per le elezioni amministrative del capoluogo, formazioni civiche contrapposte alla lista ufficiale del Pd. Se gli uscenti verranno confermati, comunque, si profila una partita a due, per un'unica casella disponibile, tra l’ex presidente del Consiglio comunale di Avellino, Livio Petitto, ed il presidente dell’Alto Calore, Michelangelo Ciarcia, rispettivamente in quota De Caro e Franceschini. Resta poi da individuare il quarto nome, che, in base alla legge elettorale, dovrà essere riservato ad una donna.
Alla fine, qualcuno dovrà fare un passo indietro, rinunciando alla corsa ed eventualmente facendo spazio ad una candidata o ripiegando su una delle liste d’appoggio del governatore De Luca, sempre che il Pd dia il via libera.
Un gioco ad incastro non semplice, che rischia di determinare uno strappo alla vigilia della competizione elettorale. Intanto, le diplomazie romane di partito e soprattutto di corrente, sono già al lavoro, sollecitate ormai quasi quotidianamente dall’Irpinia.
Il nodo Pd condiziona anche gli equilibri di “Campania libera”, una delle due liste d’appoggio, dove troveranno posto altri amministratori locali. Il capolista di “De Luca Presidente”, invece, sarà il medico e consigliere regionale Carlo Iannace. Insieme a lui, Eliana Visone, consigliera comunale di Solofra, delegata alla Pubblica istruzione, e probabilmente Stefano Farina, sindaco di Teora e membro della segreteria regionale del Pd, in rotta di collisione con il suo partito, o in alternativa Giulio Belmonte, sindaco di Pietradefusi ed ex presidente del consorzio Asi, in rappresentanza dell’associazione “Dialogo 2020 con te”, sodalizio presieduto da Gerardo Capozza, delegato agli Affari del Mezzogiorno della presidenza del Consiglio.
Prende forma nel frattempo il progetto di De Mita e dei Popolari, che puntano su Pino Rosato, cardiologo ed ex direttore generale dell’azienda ospedaliera “Moscati”. Ad affiancarlo dovrebbero esserci Raffaela Manduzio, avvocato e consigliera comunale di Ariano Irpino, e Anna Nazzaro, assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Atripalda. A completare il quadro, il sindaco di Altavilla, Mario Vanni, o un primo cittadino dell’Alta Irpinia.
Articolo Uno, dal canto suo, sta lavorando ad una lista di sinistra, aperta ad esperienze ambientaliste e cattolico-progressiste, che sarà guidata da Francesco Todisco, delegato alle aree interne del governatore De Luca. Italia Viva, il movimento renziano, scommette sul consigliere regionale Vincenzo Alaia. Al suo fianco, Stefania Siano, coordinatrice provinciale e consigliera comunale di Montoro. Con De Luca è schierata anche la nuova formazione politica di Clemente Mastella, “Noi campani”, che può contare su Bruno Aliberti, medico di Montoro, Quirino Gazzella, avvocato di Ariano Irpino, e Adele Nigro, pediatra di Montella.
Dell’alleanza di centrosinistra fanno parte anche Più Europa, Centro democratico, Partito Socialista Italiano e Verdi, ma non è affatto scontato che tutti riusciranno a completare le liste in almeno tre province su cinque, come prevede la legge. De Luca, inoltre, vuole evitare una coalizione troppo articolata. Probabile, quindi, un raggruppamento.
Nello schieramento di centrodestra, che sostiene la candidatura di Stefano Caldoro, risulta ormai al completo la squadra di Forza Italia, salvo ripensamenti. Ne dovrebbero far parte Antonio Aufiero, presidente del Consiglio comunale ed ex sindaco di Pratola Serra, il primo ad essere cooptato dal commissario provinciale, Fulvio Martusciello, l’ex consigliera regionale Antonia Ruggiero, la candidata alle Europee Antonella Pecchia, e Giannantonio Puopolo, dirigente della Valle Ufita.
Per la Lega, dove si è registrato un duro match interno non ancora terminato, correrebbero il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia, l’ex consigliera comunale di Avellino Biancamaria D’Agostino, e in alternativa Gino Cusano, ex assessore provinciale, o Oreste La Stella, presidente della Camera di Commercio.
Per Fratelli d’Italia appaiono abbastanza scontate le candidature di Giovanni D’Ercole, ex consigliere comunale di Avellino, ed Alessia Castiglione, vice portavoce regionale del partito. La lista “Caldoro Presidente “ è pronta a schierare il sindaco di Chiusano, Carmine De Angelis, mentre nell’Udc ci saranno l’ex consigliere comunale di Avellino, Pino De Lorenzo, e a sorpresa Ugo Maggio, braccio destro del sindaco Festa e presidente del civico consesso del capoluogo.
Il Movimento Cinque Stelle, che correrà da solo, sostenendo nuovamente Valeria Ciarambino per la presidenza della giunta, presenterà l’ex sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi, l’ex assessore comunale Maura Sarno, Carmen Bochicchio e Generoso Testa.
La sinistra alternativa a De Luca, invece, si è aggregata in una nuova lista rosso-verde, denominata “Terra”, che ha visto convergere Rifondazione, Pci, Sinistra Italiana, i comitati “Stop Biocidio” ed altre realtà sociali. Ancora tutte da definire le candidature.
