Provenzano ad Avellino: «Stanziato quasi mezzo miliardo per le aree interne»

Lunedì 27 Luglio 2020 13:45 Red.
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Giuseppe ProvenzanoAVELLINO – “Nella legge di bilancio abbiamo approvato, in maniera finalmente cogente, la clausola del 34%, cioè ogni fondo di investimento deve essere proporzionato alla popolazione di riferimento. Nel Sud c’è il 34% degli italiani e almeno il 34% di risorse deve andare al Sud. Poi ci sono le risorse aggiuntive che dobbiamo spendere bene, che dobbiamo spendere in tempo. Noi abbiamo riprogrammato per l’emergenza 10 miliardi e mezzo, lo abbiamo fatto per la prima volta senza spostare un euro da Sud a Nord: non è mai successo nelle crisi precedenti ma questo io non lo rivendico come un grande risultato perché mi sembra il minimo”.

È un passaggio delle dichiarazioni rese alla stampa da Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, oggi ad Avellino, presso il Centro giovani di via Morelli e Silvati, per un confronto con i rappresentanti delle istituzioni – presenti, tra gli altri, il vescovo di Avellino Arturo Aiello, l’arcivescovo di Benevento Felice Accrocca, il prefetto Paola Spena, il sindaco Gianluca Festa –  e delle parti sociali e sindacali sulle tematiche dello sviluppo e delle aree interne alla luce delle ultime decisioni adottate dal governo in questo periodo di emergenza.

“Complessivamente abbiamo stanziato quasi mezzo miliardo per le aree interne da gennaio ad oggi. Adesso – ha ancora spiegato Provenzano – si apre anche qui una fase importante perché tutti gli obiettivi che l’Europa ci chiede di raggiungere – la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione – vanno proprio realizzati nelle aree interne perché così possiamo spezzare l’isolamento e rilanciare, dare la possibilità ai giovani di non essere costretti ad andarsene ma anche avere l’opportunità di restare”.

“Noi abbiamo la necessità – ha poi concluso – di semplificare le procedure, ma anche di attrezzare la macchina pubblica, per esempio assumendo giovani qualificati nella pubblica amministrazione perché non possiamo continuare ad esternalizzare perché altrimenti questi investimenti di cui parliamo non ci sarà nessuno a realizzarli e noi ne abbiamo molto bisogno. Ne abbiamo bisogno anche al Sud perché, contrariamente ai luoghi comuni, non è vero che abbiamo una macchina pubblica elefantiaca, nel corso degli anni si è sempre più ridotta, impoverita di competenze. E questo è un problema che riguarda non lo Stato, riguarda la società, riguarda i cittadini, riguarda le imprese”.