Pd, senza primarie la scelta del candidato a sindaco?

Sabato 16 Marzo 2013 11:18 Nunzio Cignarella
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_primarie_pd_seggio_1.jpgAVELLINO – Manca ancora molto alle elezioni amministrative, ma qualche elemento di chiarezza comincia ad apparire. Cominciamo dal centrosinistra. Sinistra Ecologia e Libertà, forte anche del buon risultato alle Politiche e dell'elezione in parlamento di Giancarlo Giordano, è intenzionata a un'alleanza con il Pd. Resta da vedere se la lista di Sel appoggerà fin dal primo turno il candidato sindaco del Pd o se presenterà un proprio candidato alla carica di primo cittadino, salvo confluire al secondo turno. Un analogo discorso, se si individueranno comuni basi programmatiche, potrebbe essere fatto da Rifondazione comunista e dai comunisti italiani.

Nel Partito democratico resta aperta il discorso delle primarie, anche se va facendosi strada l'ipotesi di un accordo fra le correnti, o meglio, al di sopra delle correnti. La strada più agevole sembra quella di individuare un candidato sindaco che possa mettere d'accordo le varie anime del partito e lanciare un solido ponte verso la società civile. In questo caso potrebbero essere evitate le primarie e i rischi che comportano. Nel frattempo, però, spuntano le iniziative che potremmo definire individuali. È il caso, ad esempio, del consigliere comunale uscente del Pd, Leonida Gabrieli, che presenta un suo ambizioso programma elettorale, mentre il suo partito, impegnando i circoli cittadini, sta mettendo a punto il programma "ufficiale" del Pd. E contro Gabrieli lancia strali un altro suo collega di gruppo in Consiglio comunale, Stefano La Verde, anch'egli candidato alle primarie per sindaco. Insomma, all'interno del Pd il clima non è dei più sereni ed è facile immaginare quale sconquasso potrebbero provocare primarie libere ad ogni candidatura, senza un minimo di selezione preventiva. Da registrare l’uscita di scena di Enzo Venezia, delegato cittadino pro tempore, che ha spiegato in una lettera indirizzata alla segretaria Lengua i motivi della sua scelta.

Acque agitate anche in seno al centrodestra. Giovanni D'Ercole, capogruppo consiliare uscente del Pdl ha da tempo lanciato la propria candidatura a sindaco, ma sembra che questa proposta incontri forti resistenze. L'uomo forte del Pdl irpino, il riconfermato senatore Cosimo Sibilia, sembra intenzionato a tessere le fila di un'alleanza con l'Udc di Ciriaco De Mita. Ed è difficile che De Mita, dopo aver ceduto la presidenza dell'Alto Calore a D'Ercole padre, voglia cedere anche la candidatura a sindaco a D'Ercole figlio.

Più difficile, al momento, immaginare la posizione dei montiani, che fanno capo in Irpinia al neoparlamentare Angelo D'Agostino che ha dichiarato di volersi muovere in discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni, ma che deve risolvere la questione Galasso, dal momento che l'ex sindaco si richiama in questo momento proprio alle posizioni centriste dei montiani. Situazione un po' curiosa la sua: a tutti fanno gola i suoi consensi personali (anche se vanno progressivamente scemando), ma nessuno vuole tirarlo su sulla propria imbarcazione.

E poi ci sono le liste civiche: molte quelle "minacciate", poche, alla fine, quelle che davvero saranno presentate. Ai nastri di partenza sarà certamente il vicesindaco uscente, Gianluca Festa, che ha già iniziato una corposa campagna elettorale, fatta di maxi-manifesti. Lo schema di Festa è lo stesso delle ultime amministrative: candidato sindaco con tre liste civiche a sostegno con l'obbiettivo di portare due, tre candidati in Consiglio comunale, ma soprattutto di poter contrattare i propri voti al ballottaggio ed assicurarsi così di nuovo un posto in giunta, preferibilmente ancora come vice-sindaco. Sicuramente della partita sarà anche la lista che sta definendo l'ex assessore comunale Trezza. Che collocazione avrà è difficile dirlo. Trezza in questi giorni sta avendo incontri con tutti ed aspetta che si definisca il quadro delle candidature prima di scegliere da che parte stare.