AVELLINO – “Quale partito per l’Irpinia democratica”: questo il tema al centro dell’Agorà promossa dal circolo Aldo Moro di Avellino e svoltasi questa mattina al circolo della stampa per un confronto sul ruolo del Pd in Irpinia e nelle aree interne della Campania.
“Si apre un orizzonte nuovo, quello di evitare e superare scontri, conte interne, bande che si contrappongono, con l’obiettivo preciso di aprire una riflessione”, spiega uno degli organizzatori dell’incontro, Lello De Stefano, ex presidente dell’Alto Calore ed ex consigliere comunale.
“È un Pd vivo, però è anche un Pd a trazione demitiana e decariana e io credo che in mezzo a questo mondo ci sia lo spazio per il Pd vero, quello che si richiama alle origini, quello ulivista”, incalza per parte sua Antonio Gengaro, già assessore e vicesindaco di Avellino, tra i più convinti sostenitori della necessità di dare spazio alla cosiddetta terza via attraverso la valorizzazione di una classe dirigente in grado di aprirsi alla società in uno spirito di servizio lontano da lotte intestine e che dia risposte concrete ai problemi delle nostre comunità, soprattutto quelle delle zone interne.
Presente ai lavori anche Nello Pizza (Area dem), uno dei candidati alla carica di segretario provinciale al congresso che si dovrebbe svolgere dopo 5 anni di commissariamento della federazione di via Tagliamento nel prossimo mese di dicembre, in competizione con Gerardo Capodilupo (Area De Caro-Petitto).
“Io penso che la pluralità di proposte è sempre un fatto utile, quindi bene venga una terza via, anche una quarta via se c’è”, ha detto Pizza rispondendo alle domande dei giornalisti.
A proposito, comunque, di un Pd a trazione demitiana e decariana sarà interessante verificare, una volta aperti i lavori del congresso, se ci sarà qualcuno in grado di spiegare all’assemblea la presenza di chi con il Pd ha sempre avuto un rapporto conflittuale tanto da non aver avuto il coraggio né la possibilità di potersi candidare con il simbolo di partito e che, addirittura, tiene il Pd all’opposizione nella sua attività amministrativa. Né dovrebbe avere voce in capitolo chi, fino a qualche tempo fa, lo criticava aspramente, militando trionfalmente tra le file di chi guardava il Pd dal Colle con supponenza e superiorità. Ma a queste cose ormai nessuno fa più caso.
