Il Pdl punta su Battista

Sabato 20 Aprile 2013 16:41 Luigi Basile
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Nicola BattistaAVELLINO – Il centrodestra irpino fatica a trovare un’intesa per le elezioni amministrative del capoluogo. L’obiettivo di un’alleanza la più larga possibile, che sembrava a portata di mano, resta ancora lontano. Al momento, infatti, non è ancora chiaro quali partiti e liste faranno parte della coalizione. Se la volontà di confermare l’asse tra Pdl ed Udc accomuna i vertici delle due forze politiche, non si può dire altrettanto per quel che riguarda il nome del candidato sindaco.

I berlusconiani guidati dal senatore Cosimo Sibilia rivendicano, in virtù dei rapporti di forza usciti dalle ultime elezioni politiche, il diritto ad indicare il nome. Ma lo scudo crociato non ha alcuna intenzione di cedere su questo punto. Dal Popolo della Libertà si è cercato di sondare il terreno lanciando l’ipotesi di una candidatura di un veterano di Piazza del Popolo: Nicola Battista. Consigliere comunale uscente, già capogruppo degli azzurri nelle precedenti consiliature e presidente del conservatorio musicale “Domenico Cimarosa” di Avellino. La proposta non è riuscita, però, a raccogliere grandi consensi persino tra le file del Pdl. Il partito, in realtà, ha difficoltà ad individuare un riferimento sicuro e si fa sentire non poco il peso della spaccatura consumatasi in città con il capogruppo uscente, Giovanni D’Ercole, che prosegue per la sua strada con il progetto della lista civica di area “Avellino viva”, che ha la dichiarata ambizione di superare i confini politici del centrodestra. Anche se Sibilia è riuscito a riaprire il dialogo tra le parti, le distanze tra il Pdl ed il nuovo movimento restano notevoli.

A rendere più difficile il rapporto interno alla coalizione è stato l’avvicinamento al Pdl dell’ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, che dopo aver rotto – a pochi mesi dal suo ingresso nella formazione – pure con “Scelta Civica per Monti”, ha deciso di avventurarsi nella costruzione di un’alleanza con i berlusconiani, capeggiando una civica moderata. L’iniziale disponibilità ricevuta dal senatore pidiellino, però, ha creato non pochi imbarazzi nel partito. A molti dirigenti, infatti, è parsa indigesta una possibile intesa con l’avversario politico degli ultimi nove anni, sempre contestato, nonostante la seconda metà della scorsa consiliatura sia stata improntata ad una collaborazione amministrativa tra il primo cittadino e buona parte dell’opposizione. La presenza di Galasso ha suscitato, come si diceva, soprattutto la reazione di D’Ercole che pure nell’aula di Palazzo di Città in diverse occasione ha rivestito il ruolo di mediatore tra il sindaco e la giunta regionale sulla questione dei finanziamenti necessari per la riapertura dei cantieri del tunnel e del Mercatone, benché non abbia mai risparmiato critiche all’esecutivo.

Galasso non sarebbe ben visto nemmeno dall’Udc e dal suo leader, Ciriaco De Mita, che avrebbe sollevato più di una perplessità sull’eventuale operazione di reclutamento. Al momento, quindi, il centrodestra può contare sull’adesione di tre partiti (Pdl, Udc e Fli) ed il supporto di una o più civiche, ma non c’è ancora la convergenza su un nome condiviso. Se D’Ercole, invece, rimarca le differenze di impostazione con la coalizione, rinviando ad un eventuale secondo turno l’apparentamento, nell’area politica cresce il malumore di altre componenti. Tra queste c’è sicuramente quella rappresentata dal consigliere regionale Sergio Nappi che pareva aver deposto l’intenzione di allestire una propria lista autonoma. Nelle ultime ore, però, l’ipotesi è tornata in campo. Le diplomazie di partito sono comunque al lavoro per tentare di rimettere assieme i pezzi, anche se l’impresa non appare facile. Con l’avvicinarsi della scadenza della presentazione ufficiale delle liste certamente ci sarà un accelerazione delle trattive, ma l’esito finale non è scontato.