È scomparso Antonio Maccanico. La lezione di Guido Dorso e di Tino

Martedì 23 Aprile 2013 08:52 Carlo Silvestri
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Antonio MaccanicoAVELLINO – L’Irpinia è in lutto per la scomparsa, avvenuta stamane, in una clinica romana, di Antonio Maccanico. Aveva 88 anni. Avellinese – era nato nel capoluogo irpino nell’agosto del 1924 – Maccanico era nipote per parte di madre di Sinibaldo e Adolfo Tino, entrambi antifascisti, giornalista il primo del Giornale d’Italia, fondatore il secondo - insieme con Alfredo Maccanico, padre di Antonio, e Guido Dorso, il grande meridionalista autore de La rivoluzione meridionale - del Partito d’Azione e primo presidente di Mediobanca (carica che lo stesso Maccanico ricoprirà nel 1987 subentrando ad Enrico Cuccia).

Allievo del liceo Colletta, Maccanico si formò negli anni giovanili al grande magistero umanistico di Giovanni Barra insieme con Antonio La Penna, Dante Della Terza, Attilio Marinari. Segretario generale della Camera dei deputati prima, della presidenza della Repubblica poi con Pertini e Cossiga. Fu più volte ministro e sottosegretario alla presidenza della Repubblica con Carlo Azeglio Ciampi.

Una delle ultime uscite pubbliche nella sua città natale fu in occasione di un convegno del Centro Dorso di cui era presidente. Forti i suoi legami con il meridionalista avellinese di cui ricordava sempre l’intenso rapporto culturale e politico negli anni del liceo e subito dopo la caduta del fascismo. Intorno a Dorso s’impegnarono nella nascita del Partito d’Azione giovani di talento come Guido Macera, Renato Giordano e Vittorio De Caprariis.

Così scriveva il 19 ottobre del 1987 ad Attilio Marinari, il grande italianista di Montella suo compagno di classe tra i banchi del Colletta, che in qualità di presidente del Centro Dorso lo aveva invitato a prendere parte, insieme con Manlio Rossi Doria ed Elisa Dorso, figlia di Guido, al convegno Guido Dorso e i problemi della società meridionale: «Caro Attilio, …ho ricordato i nostri anni di liceo che furono gli ultimi del fascismo e quelli dell’inizio della guerra. Ho nella memoria il grande fervore ideale, gli interessi, le curiosità di quegli anni, le aspettative, le incognite che erano davanti a noi…Ricordo Dorso, col suo sigaro, che risaliva il Corso verso casa e che quasi ogni giorno incontravo quando le scolaresche sciamavano alla fine della mattinata. L’incontro con lui suggellava una mattinata di studio; accompagnarlo significava ricevere un supplemento di lezione su temi che la scuola allora non toccava». La lettera di Maccanico a Marinari, che riportiamo qui di seguito, fu pubblicata sul nostro giornale, nella pagina della cultura, il 7 novembre del 1987.

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 10.20 – Maccanico uomo dello Stato, difensore della cultura. Così il presidente del teatro Luca Cipriano commenta la morte del senatore Antonio Maccanico: "L'Irpinia perde un altro illustre protagonista della sua storia politica e civile. Antonio Maccanico è stato uomo delle Istituzioni e difensore appassionato della cultura. Ha ricoperto per oltre 20 anni l'incarico di presidente del Centro di Ricerca Guido Dorso, difendendo i principi e gli ideali del pensiero meridionalista. Ha svolto il proprio ruolo con alto senso dello Stato, rendendo l'Irpinia orgogliosa di una personalità di tale levatura e riconosciuto impegno. Rivolgo alla famiglia del senatore Maccanico e al figlio Nicola il sentimento di cordoglio dell'Istituzione Teatro Carlo Gesualdo".

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 14.04Il cordoglio del prefetto Guercio. Il commissario straordinario del Comune di Avellino, prefetto Cinzia Guercio, partecipa il dolore dell’intera comunità cittadina per la scomparsa dell’on. Antonio Maccanico. “Antonio Maccanico è stato un nobile interprete della politica italiana, un altro figlio dell’Irpinia, servitore dello Stato che, con la sua professionalità, la sua serietà, la sua dedizione ai valori patri, ha dato lustro alla sua terra natale. Maccanico ha attraversato una lunga stagione politica legando il suo nome a momenti cruciali della vita del Paese. Più volte ministro della Repubblica, gli italiani lo ricordano soprattutto per la sua vicinanza all’indimenticato presidente Pertini, che lo volle segretario generale alla presidenza della Repubblica. Alla città di Avellino era rimasto sempre molto affezionato, nonostante da anni vivesse a Roma. Aveva legato il suo nome, in particolare, al Centro di ricerca “Guido Dorso”, a cui dedicava tantissime energie con l’obiettivo di non disperdere l’eredità culturale e politica del più illustre meridionalista. Alla famiglia dell’on. Maccanico le condoglianze mie personali e dell’intera comunità che in questo momento rappresento”.

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 16.25 - Il commissario straordinario della Provincia, Raffaele Coppola, esprime il cordoglio dell’amministrazione per la scomparsa dell’onorevole Antonio Maccanico: “L’Irpinia perde un altro autorevole servitore dello Stato. È stato protagonista appassionato della vita istituzionale, politica e culturale del nostro Paese ricoprendo cariche di primo piano con altissimo senso del dovere. Con orgoglio la provincia di Avellino continuerà a ricordarlo”.

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 17.30 – Il cordoglio di Libera città: “Gli amici di Libera città esprimono il loro profondo cordoglio e partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa dell’on. Antonio Maccanico fin da giovanissimo, in Avellino, al servizio di ideali antifascisti e soprattutto di idee moderne di rinascita della classe dirigente meridionale. Seguace del progetto di rivoluzione meridionale prospettato da Guido Dorso, idea tradita, poi, da altri e mai da Maccanico che arrivò a servire il Paese, con onore e moralità, da alto dirigente delle istituzioni repubblicane, da presidente di Mediobanca, da parlamentare irpino e da ministro”

Aggiornamento del 12 aprile 2013, ore 17.41 - Il cordoglio del senatore Enzo De Luca - "Nel porgere le più sentite condoglianze ai familiari, avverto l'esigenza di ricordare Antonio Maccanico, la cui scomparsa mi addolora e il cui esempio resta per me vivo e illuminante. Uomo di grande cultura - erede di due famiglie illustri, i Tino e i Maccanico, che contribuirono alla nascita del Partito d'Azione - molta competenza e alto senso dello Stato, valori su cui ha fondato il suo impegno da servitore delle Istituzioni, è stato  tra i difensori più strenui del pensiero di Guido Dorso, come lui avellinese, politico ispirato e convinto antifascista. Ho avuto modo di apprezzare la sua semplicità sempre unita ad intelligenza acuta in più di un'occasione, durante un percorso condiviso, che ha molto arricchito la mia esperienza politica ed istituzionale. Le sue analisi lucide sul presente ci mancheranno, tanto più un momento, come quello presente, in cui si avverte maggiore bisogno di guida ed esempi come quelli che Antonio ha saputo trasmetterci, anche attraverso scelte coraggiose". Enzo De Luca-Partito democratico.

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 18.03 - Il cordoglio del Centro Dorso – Questo il testo del comunicato del Centro di ricerca Guido Dorso in merito alla scomparsa di Antonio Maccanico che del Centro era presidente dal 1989: «Il Centro di ricerca “Guido Dorso” annuncia con profonda commozione la scomparsa di Antonio Maccanico, presidente del Centro dal 1989. Con lui scompare un protagonista della vita politica e culturale italiana, erede dell’insegnamento meridionalistico di Guido Dorso.

Il Centro Dorso ne ricorda l’alta statura morale e intellettuale e l’appassionato impegno per il progresso civile e culturale dell’Irpinia e del Mezzogiorno. Ci mancheranno la sua guida autorevole, le sue straordinarie doti umane, il suo tratto garbato e signorile.

In uno dei suoi ultimi interventi auspicava che intorno al Centro Dorso si potesse costituire “una rete di cooperazione e collaborazione non solo delle istituzioni, ma anche di soggetti della società civile”. Ricordare e onorare la memoria di Antonio Maccanico significa, quindi, per noi, oggi, in un momento di particolare difficoltà per la vita degli istituti culturali, difenderne l’eredità chiamando intorno al Centro Dorso le migliori energie della città, della provincia e di quanti abbiano a cuore la crescita culturale del Mezzogiorno».

Aggiornamento del 23 aprile 2013, ore 18.08 – Il cordoglio di Paris e Famiglietti - I deputati del Partito democratico Valentina Paris e Luigi Famiglietti apprendono con profondo dolore della scomparsa dell'ex ministro Antonio Maccanico, autorevole uomo delle istituzioni e indubbio protagonista della scena politica italiana. «Perdiamo una personalità di grande rilievo - dichiara Famiglietti - un uomo che non solo ha ricoperto con grande competenza e umiltà ruoli politici di prim'ordine, ma ha anche presieduto importanti istituzioni culturali e artistiche, fondamentali per la crescita intellettuale del Paese». «Con il senatore Maccanico l'Irpinia e l'Italia perdono uno delle figure più eminenti degli ultimi decenni - afferma Paris - uno statista che ha legato il suo nome ad alcuni dei passaggi fondamentali della storia repubblicana, dalla collaborazione con La Malfa e Pertini fino alla sua partecipazione ai governi di centrosinistra, con importanti incarichi ministeriali. Una carriera che testimonia da sola le grandi doti dell’uomo e del politico avellinese». In questo momento di grave lutto, i due deputati desiderano testimoniare tutta la loro vicinanza alla famiglia del senatore.

Caro Attilio