Scegli l’Irpinia/Pd: «Votare la destra al Sud significa votare contro se stessi»

Venerdì 09 Settembre 2022 20:30 Red.
Stampa

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_pd_carc_borb.jpgAVELLINO – “Il mio avversario politico (Gianfranco Rotondi, ndr) non esiste in questa provincia da trent’anni, non si è mai occupato di questa provincia, quelli più giovane di me non sanno nemmeno chi è”.

Così Maurizio Petracca, candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Avellino, questa sera, al carcere borbonico di via De Marsico all’incontro sul tema “Scegli. L’Irpinia”, presenti tutti gli altri candidati del Pd irpino, vale a dire Caterina Lengua, in campo alla Camera dei deputati, collegio plurinominale Avellino-Salerno, Rosetta D’Amelio, Camera dei deputati, collegio plurinominale Avellino-Salerno) e Carlo Iannace, Senato della Repubblica, collegio uninominale Avellino- Benevento. Ad introdurre i lavori sono stati il segretario provinciale Nello Pizza e la coordinatrice Enza Ambrosone..

“Io ricordo a tutti – ha spiegato ancora l’attuale consigliere regionale – che il Pd è l’unico partito che non ha il nome del suo leader sul simbolo, tutti gli altri sono nascosti, arriva il leader e fanno la passerella dietro al leader. In verità il mio avversario parla con un computer perché ha difficoltà a trovare qualche persona con la quale interloquire, quindi non gli è rimasto che un robot”.

E ancora: “Votare la destra al Sud significa votare contro se stessi. Basterebbe leggere il programma della Lega e Fratelli d’Italia per rendersene conto. È dell’altro ieri che sui fondi Fsc i ministri della Lega bloccano il riparto delle risorse per 22 miliardi di cui l’80 per cento al Sud e di cui 5 miliardi e 600 milioni per la Campania in attesa del nuovo governo. Sono solo di qualche giorno fa le dichiarazioni di Meloni che parla di rinegoziazione del Pnrr per il 40% di risorse al Sud. Nel programma della Lega non c’è una parola sul Mezzogiorno. Nei tre partiti di destra non c’è una parola sul Mezzogiorno”.

“Per quanto riguarda Petitto e Festa - ha detto ancora Petracca – non mi sembra che siano del Partito democratico. Peraltro non lo dico io: il collega consigliere regionale Petitto ha dichiarato pubblicamente, all’atto della presentazione delle liste, che ha consegnato la tessera del Partito democratico, quindi ognuno va dove lo porta il cuore”.