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    18/07/2024

È scontro sulla nomina degli scrutatori

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b_300_220_15593462_0___images_stories_comuni.jpgAVELLINO – Sulla designazione degli scrutatori per le prossime elezioni amministrative si apre una nuova polemica politica. A determinarla è stata la posizione assunta da uno dei componenti la commissione elettorale comunale, l’ex consigliere Ettore Iacovacci, che non ha voluto rinunciare al privilegio, concessogli dalla legge che attualmente regolamenta la materia, di poter cooptare direttamente i nominativi dall’albo appositamente istituito, senza procedere a sorteggio. Una decisione non condivisa dagli altri due membri dell’organismo di Piazza del Popolo, Salvatore Cucciniello del Pd e Nicola Battista del Pdl. Negli scorsi anni, a partire dal 2005, la pratica della cooptazione è stata sistematicamente utilizzata: tutti i partiti rappresentati in Consiglio comunale procedevano all’indicazione di un certo numero di scrutatori. Ma questa volta la situazione è apparsa subito differente: i tre componenti la commissione sono candidati alle elezioni ed uno di questi, proprio Iacovacci, ha anche cambiato casacca, passando dai democratici a Scelta civica di Monti. Mentre, però, l’esponente del centrodestra e quello del Pd hanno ritenuto opportuno, anche raccogliendo le sollecitazioni giunte dall’esterno, di affidarsi alla sorte per la scelta degli scrutatori, Iacovacci non ha voluto demordere. Alla fine, insomma, dei 216 scrutatori effettivi necessari due terzi sono stati scelti tramite sorteggio ed i restanti 72 per cooptazione diretta dell’ex consigliere comunale.

Una vicenda che ha acceso le polemiche soprattutto, ma non solo, nel Pd e che ovviamente hanno visto al centro del bersaglio Iacovacci. Il circolo bersaniano “Vittorio Foa” parla addirittura di “accattonaggio politico” e lancia una provocazione al Pd rispetto al veto posto dalla componente sulla candidatura di Iacovacci: “Di fronte ad un così evidente episodio di clientelismo sfacciato, reso di particolare gravità dalla circostanza che lo stesso è candidato in proprio nell’elezione per la quale gli scrutatori sono stati nominati, c'è ancora qualcuno tra i “garantisti” del Pd che abbia qualche dubbio sulla opportunità politica delle pregiudiziali che avevamo posto nella composizione delle liste del Pd e della coalizione di centrosinistra, precludendo la strada a quanti concepiscono un simile modo di intendere la politica e l'amministrazione della cosa pubblica?”. I bersaniani non si lasciano sfuggire l’opportunità per lanciare anche nei confronti del candidato sindaco del centrosinistra una insidiosa frecciatina: “Il giudizio politico che ne ricaviamo è di disgusto per tale sfacciataggine e di sorpresa per il silenzio del “moralizzatore” candidato a sindaco che ha riempito la città del suo grido di “fuori le clientele dal Comune”.

Anche l’ex deputato e capolista di Autonomia Sud, Arturo Iannaccone, interviene sulla vicenda: “Il commissario Guercio eviti che si possa inquinare la futura competizione elettorale attraverso operazioni di basso clientelismo. Non siamo disposti a tollerare più atteggiamenti arroganti ed illegali”.

Aggiornamento del 7 maggio 2013, ore 18.16Dichiarazione di Virgilio Cicalese, candidato sindaco di Impegno civico: «In merito al comunicato dell’Udc sulla vicenda degli scrutatori per le elezioni amministrative nel Comune capoluogo – comunicato in cui vengo chiamato in causa perché esprima la mia opinione al riguardo – non ho alcun problema a sostenere che non vedo niente di scandaloso e di rilevabile sul piano etico nella scelta di nominare gli scrutatori invece di sorteggiarli. La pratica della nomina, non solo corrisponde al dettato di legge, quant’anche e soprattutto – per stare al profilo etico – è una prassi consolidata nella storia delle amministrative di Avellino e di tutti gli altri Comuni della provincia. L’invocata opportunità di procedere attraverso il sorteggio – non meglio spiegata nella nota dell’Udc se non attraverso illazioni del tutto volgari e gratuite – tradisce la volontà di inquinare questa campagna elettorale con atteggiamenti demagogici funzionali soltanto al proprio “particulare” politico. E’ singolare, oltretutto, che certe ostentazioni moralistiche provengano dal pulpito dei maestri e dei discenti del più bieco e consolidato sistema politico-clientelare di questa provincia. Altro che “ciurma” di innovatori, come ironicamente ci definisce l’Udc nelle sue vuote elucubrazioni pseudo politico-filosofiche! Se noi siamo una “ciurma”, Lor Signori ben possono meritare l’epiteto di “banda”, nell’accezione che gli avellinesi sapranno sapientemente interpretare. Non è un caso, d’altra parte, che anche dal versante del Pd si sia levata – su questa stessa vicenda - qualche voce intonante al moralismo di maniera: la prova del nove che la vecchia e cattiva politica irpina è dura a morire. Ma ormai è soltanto questione di tempo».

Aggiornamento dell’8 maggio, ore 12.33 – Dichiarazione di Adelchi Silvestri (Pdl): “Quanto successo in Comune lunedì è vergognoso. Tutti gli scrutatori dovevano essere sorteggiati e invece c’è chi ha deciso di nominare i suoi fedelissimi e sicuri elettori”: è quanto dichiara Adelchi Silvestri candidato Pdl alle prossime amministrative del Comune di Avellino riferendosi alla vicenda della scelta degli scrutatori che continua a tenere banco. “Non è possibile – sottolinea ancora Silvestri – che con tanti disoccupati, giovani e non, presenti nella nostra città un consigliere comunale abbia deciso di procedere alla nomina degli scrutatori e non al sorteggio. Iacovacci è stato l’unico a nominare direttamente i “propri” scrutatori con la scusa di accogliere le istanze dei più bisognosi. Ma ciò che ha accolto è stato il suo tornaconto. Questo episodio è un esempio negativo di amministrazione. Si tratta di un comportamento eticamente scorretto. Inutile rivolgersi alla magistratura. Saranno i cittadini a giudicare attraverso il loro voto questo brutto gesto e certamente decideranno quali siano i consiglieri più adatti a rappresentarli nel governo della città. Tra questi dubito rientrino persone che pensano soltanto al proprio tornaconto”. “Il silenzio di Cicalese è stato assordante. Si erge a moralizzatore della città e poi di fronte a questi episodi non fa sentire il suo diniego o la sua condanna. Anzi, come detto ieri da lui in un comunicato, non c'è nulla di scandaloso e di rilevabile sul piano etico. Evidentemente quanto fatto dal suo candidato consigliere torna comodo anche a lui”.

 

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