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    30/05/2024

Delrio: «Avellino non perderà i suoi confini, sì all'unione dei Comuni»

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Delrio e Rughetti al carcere borbonicoAVELLINO – Se ne parla da almeno trent’anni, ma il tema della rappresentatività dei territori e l'efficienza dei servizi rimane, ora più che mai, al centro della discussione. Il Pd avellinese ha provato a fare il punto della situazione invitando il ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali Graziano Delrio a parlare della «riorganizzazione delle istituzioni sul territorio». Voluto e organizzato dall'on. Luigi Famiglietti, al convegno nella sala del carcere borbonico hanno partecipato, oltre al ministro, l'on. Luca Lotti, fresco della nomina di coordinatore degli enti locali per il Pd, l'on. Angelo Rughetti, l'ex senatore Enzo De Luca. Il segretario provinciale Caterina Lengua ha salutato gli interventi degli ospiti, raggiunti dal ritardatario Paolo Foti, impegnato in Comune con la giunta.

Per Angelo Rughetti, membro della commissione bilancio, non ci si deve occupare del tema con piglio ideologico, ma piuttosto chiedersi cosa fanno le istituzioni dal punto di vista sociale: «In Italia ci siamo fatti prendere un po' la mano, tra agenzie intermedie, consorzi di bonifica ecc. abbiamo perso di vista cosa fare, per scadere in un dibattito astratto, quasi sterile. Sono 23mila i centri di costo oggi in Italia - precisa Rughetti - l'abbiamo scoperto quando col governo Monti si è trattato di affrontare i debiti della pubblica amministrazione. Vuol dire che non conosciamo bene noi stessi se pensiamo che ci sono ancora 30mld di euro nei cassetti delle Regioni che non possiamo spendere».

Il toscano Luca Lotti, invece, parte da una considerazione politica, ovvero dall'ultima tornata elettorale, quella delle amministrative, estremamente positiva per i democratici nonostante il magro risultato di febbraio. «Dobbiamo ripartire dai sindaci (molti presenti in sala, non solo irpini).  Spesso abbiamo subito troppe decisioni dal centro, da Roma. Vorrei che il mio partito avesse a cuore questi temi, non i nomi del futuro segretario. Per chi si preoccupa del taglio delle Province, sui dipendenti non c'è problema - rassicura Lotti - ci si riorganizza. Questa è la nostra riforma e dobbiamo portarla avanti».

Introdotto da Enzo De Luca, che si è detto molto contento per l'ottima iniziativa, è la volta del ministro Delrio che presenterà domattina in Consiglio dei ministri il suo disegno di legge. La riforma federalista non è irrilevante rispetto allo sviluppo economico del Paese. È questo l'assunto da cui parte il ministro confermando che «è dentro le istituzioni che perdiamo competitività. Questo vale anche per la giustizia civile. Ci servono istituzioni efficienti e semplificate, un grande investitore estero, prima che con gli imprenditori, parla anche con l'ufficio affari regionali».

Da un potere competitivo a un potere cooperativo. È questo l'obiettivo che la riforma si pone. «Le Province nuove - e non nuove Province, ndr - non avranno nuovi confini, rassicura Delrio. Avellino rimarrà com'è, che è quello che tutti sono venuti ad ascoltare. Saranno gestite dai Comuni e si occuperanno di urbanistica, ambiente e trasporti. Non più di sport, cultura e sociale, a meno che i Comuni non decidano di delegare dei capitoli per una gestione differente.
«Il problema non è il numero dei Comuni, ma farli lavorare insieme. In Francia ci sono più di 30mila Comuni, da noi poco più di 8mila». Ci tiene a far bella figura il ministro, «l'Irpinia ha sempre avuto ottimi amministratori» dice. E cita Preturo, il Comune irpino più piccolo, e si congratula per la scelta sancita dal referendum delle due Montoro di tornare unite dopo più di un secolo.
Guardando all'Europa, il gap più grande rimane quello delle aree metropolitane delle grandi città, veri motori dell'economia locale. Da Londra a Francoforte, da Barcellona a Parigi.
La parola d'ordine scelta da Delrio è: "si lavora meglio insieme". Costretto ad andare via per raggiungere Roma, alle 18.30 saluta il discreto pubblico presente, nonostante il gran caldo e l'orario infelice. «Ho molta fiducia che questa riforma possa rendere più vicini e più efficienti i servizi ai cittadini». Ora tocca al Consiglio dei ministri vagliare la proposta del Delrio che superi la riforma/decreto del governo Monti bocciata dalla Corte costituzionale.

 

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