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    30/05/2024

Bus A16: proclamato il lutto nazionale, Letta ai funerali delle vittime. Aperta un'inchiesta

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_bandiera-italiana_1.jpgMONTEFORTE IRPINO – È stata un’ecatombe. Trentotto i morti, dieci i feriti. Una strage di questa portata  sulla tratta Napoli-Avellino dell’A16 non era mai avvenuta. Quale la dinamica  dell’incidente che ha coinvolto un autobus e una dozzina di autovetture? Al momento gli uomini della Polstrada, che stanno ricostruendo l’accaduto, non si sbilanciano. Numerose le ipotesi, a cominciare da un malessere che avrebbe potuto colpire l’autista del mezzo, ipotesi che alcuni scartano giacché il bus - giunto a tutta velocità là dove erano incolonnate diverse autovetture a causa di un rallentamento causato da lavori in corso - ha tentato, senza successo, un vero e proprio slalom per evitare gli automezzi in coda, finendo poi con lo sfondare il guardrail e precipitando da un’altezza di oltre 30 metri nel fondo del vallone. Altra ipotesi la rottura del sistema frenante. Sempre secondo i “si dice”, il conducente del pullman, accortosi che qualcosa non andava in quanto i freni non rispondevano, ha provato a rallentare la velocità  del mezzo facendolo strusciare, fin dove è stato possibile, lungo la barriera di cemento che delimita la corsia; questo spiegherebbe il perché il pullman, quando è giunto come una valanga sulle auto in fila e prima di precipitare dal viadotto, era già privo di una porta. Altre voci accreditano la circostanza che gl’inquirenti avrebbero già recuperato, diverse centinaia di metri  prima del punto dove è avvenuto il tragico impatto, pezzi meccanici del bus. Tra questi, pare, un semiasse. Se davvero questo pezzo appartiene all’autobus, sarà più semplice ricostruire quanto è successo.  Non viene scartata neppure un’altra congettura, lo scoppio di uno pneumatico, cosa che avrebbe riferito un testimone. Eppure l’autobus non era vetusto; era formalmente in regola giacché a marzo scorso era stato sottoposto alla revisione annuale. Qualcosa in più certamente potrà dirla anche la scatola nera che gl’inquirenti stanno cercando di recuperare.

La Procura della Repubblica di Avellino intanto ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e strage colposa. Nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo del conducente; gl’inquirenti ovviamente vogliono accertare l’eventuale assunzione di alcool o di sostanze stupefacenti e  anche il possibile malore dell’autista. Le altre salme nel pomeriggio sono state trasportate dalla palestra di Monteforte Irpino (dove parenti e amici, straziati dal dolore, si sono avvicendati per tutta la giornata anche per effettuare il triste rito del riconoscimento delle persone decedute) al palazzetto dello sport di Monteruscello, la frazione di Pozzuoli, Comune nel quale abitava la maggior parte del vittime.  Sul luogo dell’incidente si è recato nel pomeriggio il ministro delle Infrastrutture Lupi. Nella scuola di Monteforte invece per dare conforto ai familiari delle vittime è giunto il vescovo di Pozzuoli. Nella cittadina flegrea domani i funerali, ai quali prenderà parte anche il presidente del Consiglio Letta, rientrato appositamente dalla visita che stava effettuando in Grecia. Per domani è stato proclamato dal Consiglio dei ministri il lutto nazionale.

Le condizioni dei feriti restano stazionarie, anche se alcuni sono gravissimi; tra questi  due bambini che hanno riportato trauma cranico e fratture in  diverse parti del corpo. I piccoli tuttora ricoverati  in ospedale (sono tutti al Santobono di Napoli) sono cinque. In proposito un’altra circostanza straziante: quasi tutti i bambini feriti  hanno perduto nell’incidente entrambi i genitori.

 

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