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    30/05/2024

Pd, Todisco replica a Maffei su Acs e Asi

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Chiara Maffei e Francesco TodiscoAVELLINO – Non c’è pace nel Pd irpino. Si preannuncia ricca di scontri e di contrapposizione la fase politica che il partito di via Tagliamento sta vivendo all’indomani del voto amministrativo di maggio-giugno e in vista della celebrazione dell’assise congressuale: in corso ormai, in un clima però di veleni e polemiche senza fine, le cosiddette grandi manovre per definire alleanze e scelte da portare avanti. Dopo le osservazioni apparse oggi sulle colonne del Mattino di Chiara Maffei, dirigente provinciale del Pd, in risposta alle dichiarazioni del vicesegretario Francesco Todisco, sulla vita interna del partito, ora c’è una nuova replica a firma del coordinamento provinciale “un senso alla nostra storia” di cui Todisco è animatore. Questo il testo: “Continua una campagna di pura e semplice denigrazione a cui si aggiunge, elaborato il lutto del suo non esaltante risultato elettorale, nelle ultime ore anche Chiara Maffei. Con l’intento di presentarci come una sorta di quinta colonna al soldo del centrodestra, si utilizza la mancata firma di Valentina Paris ad una interrogazione al ministro dell’Interno sulla legittimità della partecipazione di Coppola, Commissario alla Provincia, all’assemblea dell’Alto Calore. L’Acs è una società per azioni e le norme che ne regolano la vita sono quelle del codice civile. Fra i soci che detengono azioni c’è l’amministrazione provinciale, e, chiunque la rappresenti, ha piena titolarità di partecipare all’assemblea degli azionisti. Quindi in punto di diritto, non c’è questione.

Se il riferimento è invece a norme di correttezza, noi possiamo ritenere l’osservazione non infondata: se si accetti, di conseguenza, che le scelte relative ad una azienda di proprietà pubblica siano di natura politica (anche se si tratta di una degenerazione che cancella di colpo la ragione della trasformazione da enti pubblici a SpA). Se di questo si tratta, non comprendiamo cosa c’entri il ministro degli Interni. In questo caso vale un sistema accettato di comportamenti che vincoli tutte le forze politiche, sempre, e non sulla base di una convenienza occasionale. Ma è il gruppo dirigente del Pd che ha fornito al centrodestra l’argomento per lasciar cadere ogni imbarazzo per Coppola a partecipare: i delegati del Comune di Avellino, che peraltro con notevole sensibilità democratica la commissaria prefettizia al Comune non aveva sostituito, hanno infatti preso parte ad una assemblea dell’Asi, pur essendo stati indicati da un sindaco decaduto ed in vigenza di un commissariamento, insomma nelle stesse condizioni, persino non di Coppola ma di coloro che Sibilia aveva nominato, a suo tempo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, e non cerchi di portare gli altri sul terreno rozzo del suo ragionare”.

 

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