Comune: De Luca si dimette, gli subentra una donna in Consiglio

Lunedì 02 Luglio 2012 16:59 Nunzio Cignarella
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Nella foto: in alto,la sede del Comune. In basso, Enzo De Luca ed Elena IavaroneAVELLINO – Il senatore Enzo De Luca si è dimesso da consigliere comunale di Avellino e, di conseguenza, anche dalla carica di capogruppo del Partito democratico. Gli subentra Elena Iavarone che arricchisce di presenza femminile un gruppo consiliare, quello del Pd, che solo di recente aveva visto l'ingresso di una donna, vale a dire Rita Caronia.

De Luca ha spiegato le ragioni delle sue dimissioni con una scarna lettera e nella successiva conferenza stampa di questa mattina. In buona sostanza, sostiene che con l'approvazione del bilancio di previsione ritiene concluso il suo ruolo di garanzia e intende ora dedicarsi con maggior vigore ai suoi impegni parlamentari. La spiegazione non ha convinto nessuno sia perché il Consiglio comunale di Avellino non finisce con l'approvazione del bilancio, ma dovrebbe restare in carica ancora per quasi due anni, sia perché lascia un gruppo certamente non "pacificato" ma dilaniato da lotte interne.

L'unica spiegazione possibile è, invece, che De Luca abbia inteso dare una decisa accelerazione a un processo di normalizzazione sempre rinviato. Adesso i consiglieri comunali del Pd saranno "costretti" a nominare un capogruppo effettivo e, a catena, il partito dovrà finalmente dotarsi di organismi politici a livello cittadino. Sullo sfondo, naturalmente, la decisione – alla quale manca ormai solo il sigillo della ufficialità – del sindaco Galasso di candidarsi al Parlamento e, quindi, di dimettersi dalla carica di primo cittadino entro l'autunno.

Il senatore De Luca non è uomo da colpi di testa ed è quindi ragionevole ritenere che già vi siano, almeno all'interno della maggioranza che guida il Partito democratico, accordi di massima per indicare il nuovo capogruppo e, subito dopo, il nuovo segretario cittadino.

I primi nomi che cominciano a circolare sembrerebbero indicare la volontà di utilizzare personaggi che provengono dal passato, dalla seconda, se non addirittura dalla prima repubblica. Non aprirsi al nuovo e ai fermenti che pure si agitano nella società cittadina potrebbe essere per il Pd un azzardo letale, ma forse è ancora presto per esprimere giudizi.