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    21/11/2019

Commercio con l’estero: diminuisce l’import, aumenta l’export

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_ista.jpgAVELLINO – Diffusi dall’Istat i dati del primo semestre di quest’anno relativi al commercio con l’estero. L’Irpinia, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha segnato un netto miglioramento per quanto riguarda il valore delle esportazioni. Peggiorate, invece, le importazioni. Quest’ultimo dato desta preoccupazione perché l’import della nostra provincia è rappresentato quasi per intero da materie prime utilizzate dalle fabbriche disseminate sul territorio provinciale. La causa delle ridotte importazioni potrebbe essere la conseguenza di un calo degli ordinativi ricevuti dai nostri opifici; c’è da temere, quindi, per l’immediato futuro un peggioramento dei livelli produttivi. I quali permangono bassi rispetto alla potenzialità degli impianti. La flessione dell’import, dunque, rappresenta l’ennesima spia negativa dell’andamento economico provinciale.

Diamo ora  spazio a qualche dato sull’interscambio irpino. Da gennaio a giugno scorso, l’import complessivo della nostra provincia si è fermato sul modesto valore di 803 milioni di euro. È  la cifra più bassa dell’ultimo quinquennio. Rispetto all’anno scorso la diminuzione ha superato il 12%. Analizzando i dati per tipologia merceologica emerge che a determinare la flessione sono state le materie prime destinate alle nostre industrie metalmeccaniche il cui import rappresenta l’85% del totale.  Vedremo se questo preoccupante trend troverà conferma nella seconda parte dell’anno.

Le esportazioni, invece, come accennato, hanno avuto un vero e proprio exploit: più 25% rispetto al primo semestre del 2018. Hanno raggiunto la cifra di 737 milioni di euro che è la più alta dal 2000 ad oggi. Come accade da diversi anni in qua, la parte del leone nell’export irpino la fa proprio il settore metalmeccanico; il quale da solo (438 milioni di euro; più 50% rispetto al 2018)  alimenta il 60%  delle esportazioni provinciali. Un altro 23% è dato dall’export di prodotti agro-alimentari; questo settore, però, nel raffronto tra il 2018 e il 2019 ha guadagnato uno striminzito 0,4%.

C’è da rimarcare che con un ammontare di 162 milioni le esportazioni delle nostre eccellenze alimentari (maccheroni e prodotti da forno, olio di oliva, vino, nocciole, ecc.) hanno scavalcato il comparto conciario che un tempo era la principale voce della nostra bilancia commerciale. Nel primo semestre di quest’anno, con poco più di 43 milioni di euro, il settore moda (concia e abbigliamento in pelle) si piazza sul quarto scalino della graduatoria provinciale. Rispetto all’anno scorso l’export di questo comparto è diminuito di un ulteriore 13%. Da segnalare che tra le produzioni in espansione ci sono le apparecchiature elettriche ed elettroniche (+8%) e gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+ 30%).

 

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