Economia, che autunno ci attende?

Domenica 21 Agosto 2022 14:34 Maria Balestra
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_irpinia_cartina.jpgAVELLINO – Che autunno sarà nella nostra provincia sotto il profilo economico? L'Irpinia ha le sue peculiarità, che sono quelle di una provincia interna del Sud, ma è chiaro che per quanto riguarda la crisi energetica alle porte per il periodo più freddo dell'anno pagherà lo stesso “prezzo” di tutto il Paese. Forse con un impatto meno forte per l'attitudine ad utilizzare la legna per riscaldarsi, anche se in questo senso – soprattutto nella città capoluogo – bisognerà fare i conti con le ordinanze antismog.

Interessanti, invece, sono le previsioni che si possono fare sotto il profilo produttivo: se il metalmeccanico sarà agganciato al trend italiano, europeo e mondiale con i contraccolpi della guerra ancora in corso in Ucraina e la conseguente crisi economica, nel settore in cui la nostra provincia già si distingue è possibile intravedere più di un segnale di speranza. Un segnale di ciò ci viene dall'export dei distretti industriali del Sud, oggetto di una recentissima analisi  della direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo. Il Sud in generale torna a crescere: nel primo trimestre del 2022, con una percentuale del + 18,1 % rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, superando persino anche i livelli pre-pandemici (+ 15,8% del gennaio-marzo 2019). Cosa significa tutto ciò. Che il Sud ha mostrato una forza di resilienza importante ed una capacità e voglia di ripresa, anche se leggermente inferiore al resto del Paese. Insomma, il Meridione vuole rimanere agganciato alla ripresa dell'Italia che si spera non debba subire brusche interruzioni.

La provincia di Avellino, nei primi tre mesi di quest'anno, ha fatto registrare un incoraggiante + 20,8% del comparto Alimentare: i prodotti irpini piacciono e si esportano oltre i confini nazionali. Dalla pasta al vino e all'olio, passando per le conserve e i prodotti trasformati, i mercati esteri continuano a mostrare interesse per la nostra provincia. Un dato che però non è chiaro è se alla crescita dell'export corrisponda un maggiore introito guardando ai prezzi o se, pur di mantenere (addirittura facendolo cresce) la quota di esportazione, i produttori non siano stati costretti a rivedere in basso i prezzi.

Sono tanti gli aspetti da tenere presente. Ma intanto ci auguriamo che anche il secondo trimestre del 2022 (aprile-maggio-giugno) possa far mantenere lo stesso trend di crescita. Le migliori produzioni irpine, tra le quali non occorre dimenticare la nocciola, sono pronte a partire verso mercati oltre i confini nazionali. Anche se nel caso della nocciola bisognerà capire quanto ha influito la forte siccità che ha colpito, come sappiamo, anche l'Irpinia.